Badia a ColtibuonoDopo un’annata un po’ balorda (quella del 2014), torna a sorridere il Chianti classico. Quella del 2015, infatti, se non è stata “l’annata perfetta”, come qualcuno l’ha definita, è certamente stata un’annata molto felice per i vini di questa zona. Lo dimostra appieno questo Chianti classico di Gaiole in Chianti, prodotto sulle colline di Monti in Chianti, dall’azienda Badia a Coltibuono, una delle cantine più conosciute e stimate “da sempre” di questo comune, con Radda, Castellina e Greve , compreso per intero nel territorio della DOCG.

Gli altri , da San Casciano Val di Pesa, che vi è compreso per quattro quinti, lo sono solo in parte: per circa la metà Castelnuovo Berardenga, Tavarnelle Val di Pesa e Barberino Val d’Elsa, e giusto una piccola frazione di Poggibonsi. Di un bel rubino intenso, il Chianti classico Badia a Coltibuono 2015, ha notevole freschezza, naso intenso di ciliegia e fiori di campo, sul palato mostra corpo saldo e piacevole sapidità,  grande equilibrio. Insomma il Chianti classico come lo vorremmo sempre, con la sua bevibilità, ma anche la sua capacità di reggere il tempo migliorando, per diversi anni (5-8 almeno). Un prototipo. Lo produce la cantina Badia a Coltibuono , con le uve dei suoi vigneti, Poggino, Vignone, Montebello e Argenina,tutti coltivati in biologico, a 260-370 m. slm, di età compresa tra i 14 e i 39 anni, esposti a Sud, Sudest e Sudovest. Le uve (Sangiovese in grande prevalenza, con piccole percentuali di altra varietà locali a bacca rossa: Canaiolo, Ciliegiolo, Colorino), raccolte a mano, effettuano una fermentazione naturale con lieviti indigeni, con una macerazione di circa tre settimane, poi si affinano per un anno circa in botti grandi di rovere francese e austriaco, da 15 a 25 hl., prima dell’imbottigliamento. Il nome dell’azienda proviene dall’Abbazia di San Lorenzo a Coltibuono, situata poco distante, più in alto, a 625 m. slm. Costruita su una chiesa pre-esistente della metà del X sec., fu fondata nel 1049 dalla famiglia Firidolfi e poi donata a san Giovanni Gualberto, divenendo un monastero vallombrosano. Agli inizi dell’800 i monaci furono obbligati a lasciare l’Abbazia, che fu acquistata nel 1846 dal banchiere Michele Giuntini, antenato degli attuali proprietari. Oggi ospita uno splendido agriturismo posseduto dalla famiglia Stucchi, che, oltre a produrre nei loro 63 ettari di proprietà, pregiati vini e olio di oliva extra-vergine da agricoltura biologica, vi fanno ospitalità, gestiscono un apprezzato ristorante, organizzando anche, da oltre trent’anni, corsi di cucina, fondati da Lorenza De’ Medici, nota scrittrice di eno-gastronomia, e oggi tenuti da Benedetta Vitali, cofondatrice, tra l’altro, con Fabio Picchi del noto ristorante fiorentino Il Cibreo. Il sito ha anche molti altri motivi di interesse (come le recenti scoperte archeologiche di reperti etruschi a Cetamura, nella proprietà di Badia a Coltibuono), ma qui ci limitiamo a parlare dei vini. Insieme con il Chianti classico di cui si è detto sopra, gli Stucchi producono anche due riserve , il Chianti classico Badia a Coltibuono riserva, e il Cultus Boni, che, secondo quanto prescrive il disciplinare, si affinano per un anno in più. La seconda delle due riserve comprende nel blend, dominato dal Sangiovese (all’80%) oltre alle uve già menzionate , anche altre varietà locali minori, come il Mammolo, il Fogliatonda, la Malvasia Nera, il Sanforte e il Pugnitello, che l’azienda ha ripreso. Completano la gamma, insieme con i Vin Santo, due vini rossi  Toscana IGT, uno da uve Sangiovese in purezza (il Sangioveto) e l’altro, il Montebello, più esuberante di alcol, da un blend di varietà locali a bacca rossa, tra le quali anche il Sangiovese, ma in proporzioni assai minori.

Badia a Coltibuono, Loc. Badia a Coltibuono, 53013 Gaiole in Chianti (SI), www.coltibuono.com