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Categoria: piccoliassaggi
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Pardi1Un po’ oscurato dal suo fratello maggiore, il Sagrantino, il Rosso di Montefalco è un ottimo vino, certo più semplice e meno impegnativo, ma, quando è ben fatto, come lo è quello dei Fratelli Pardi, assai gradevole, adattissimo alle fredde serate invernali, per accompagnare zuppe sostanziose, piatti di carne, saporiti formaggi a pasta dura. La spina dorsale di questa DOC è il Sangiovese, una varietà che qui non ha forse la stessa nobiltà di quello toscano, ma è da sempre presente in questo territorio, integrato da percentuali di Sagrantino e Merlot o altre varietà ammesse dal disciplinare nella misura massima del 30%.

Tra quest’ultime è anche il Cabernet, e il Rosso dei Pardi prevede appunto che, insieme con il Sangiovese (70%) e al Sagrantino (15%), le uve residue concorrenti al blend siano Merlot e Cabernet. Le uve provengono dalle vigne di famiglia, circa 11 ettari, distribuiti sulle colline di Casale, Campolungo, Pietrauta e Lasignano, nel territorio di Montefalco, affascinante paesino medievale situato su un colle che domina le valli del Clitumno, del Topino e de Tevere, e perciò chiamato anche la ringhiera dell’Umbria. Qui il vino si fa da sempre : un documento del 1088 parla di terre piantate a vigna nel territorio di Montefalco, ma sicuramente lo si faceva da epoca romana. Le uve erano coltivate dentro le mura : tra queste c’era anche il famoso Sagrantino, le cui prime tracce conosciute risalgono al XIV secolo. Una leggenda vorrebbe quest’uva provenire dall’Asia minore, portata dai frati francescani (il nome, che allude ai Sacramenti, si riferiva forse alla produzione di un vino per il culto), ma molto probabilmente si tratta di una varietà autoctona umbra. Naturalmente i religiosi (soprattutto i frati francescani, siamo nella terra di San Francesco) hanno avuto anche qui un ruolo importantissimo. La vite era tenuta in grandissimo conto. Si narra che, nel ‘600, il Legato di Perugia, il cardinale Buocompagni, aggravando le sanzioni già esistenti, si spingesse fino a prevedere la pena di morte per chi si rendesse colpevole di aver tagliato delle viti.

Ma torniamo al nostro Montefalco rosso. Le uve, vendemmiate i primi di ottobre, provengono da vigne impiantate a Guyot su suoli collinari (circa 260 m. sul livello del mare) di natura sedimentaria. La fermentazione alcolica e malolattica sono effettuate in acciaio, poi il vino viene fatto maturare in fusti di legno e acciaio per circa 18 mesi e ulteriormente affinare in bottiglia altri 4 mesi prima di essere messo in commercio. Il Rosso del 2015 ci è piaciuto molto: è un vino caldo e asciutto, vinoso all’olfatto, con note di marasca e prugna scura, non eccessivamente tannico, generoso di alcol ma ben equilibrato, più semplice dell’ottimo Sagrantino ma tutt’altro che banale e senza note particolarmente rustiche. Insomma, un buon vino per tutti i giorni, cosa peraltro possibile anche per il suo prezzo (9-10 euro la bottiglia).

A produrlo è la famiglia Pardi, un’attività di lunga data (dal 1949) in campo tessile, ma con una tradizione precedente di viticoltori: la cantina Pardi, infatti, ha ormai quasi un secolo, essendo stata fondata nel 1919 da tre fratelli (Alfredo, Francesco e Alberto), che vinificavano uve di proprietà e acquistate da altri agricoltori locali al pian terreno dell’Ospedale San Marco, che apparteneva al complesso di San Francesco di Montefalco. Già allora si produceva il progenitore (si chiamava Sacrantino) di quello che sarebbe diventato l’odierno Sagrantino, a quell’epoca esclusivamente passito. Divenuti anziani i fondatori, i figli si dedicarono alla lavorazione di tessuti, anche se la tradizione familiare continuò a livello privato nella piccola cantina sotto casa di uno di essi. Nel 2002 i pronipoti Francesco, Gianluca Rio e Alberto Mario decisero di riprendere in mano la cantina di famiglia ristrutturando i locali di via Giovanni Pascoli, nei quali era situata la loro azienda tessile e trasferendo quest’ultima nella zona industriale della vicina Giano dell’Umbria.

Pardi3Anche avvalendosi della preziosa consulenza di Giovanni Dubini, enologo della cantina Palazzone, a Orvieto, la famiglia Pardi produce, oltre naturalmente al Rosso di Montefalco e al rinomato Sagrantino (in tre versioni, il Sagrantino e il Sagrantino passito, e il suo cru, denominato all’antica Sacrantino, prodotto esclusivamente con le uve delle vigne di Pietrauta), anche tre vini bianchi: lo Spoletino (Trebbiano spoletino in purezza), lungamente affinato sui lieviti, sapido e complesso, un Grechetto dei Colli Martani e un bianco più semplice, da un blend di Grechetto e Chardonnay.

Pardi2Fratelli Pardi, via Giovanni Pascoli 7/9, 06036 Montefalco (PG), www.cantinapardi.it