Porte CalhauIgnorando il consiglio di un mio amico sommelier (“A Bordeaux io bevo birra, perché il vino è carissimo”), nei pochi giorni della mia “spedizione” di ottobre, ho bevuto sempre e solo vino. Sì, è vero: al ristorante il vino si paga, ma anche in Italia i ricarichi sono spesso elevatissimi. Ma basta rinunciare ai crus classés di rango più elevato, e qualche buon vino a prezzi accettabili si trova. Naturalmente credo che non sia necessario precisare: tenersi lontani dai ristoranti stellati (come Le Pressoir d’Argent o Le Chapon Fin) e di lusso (tipo Le Bordeaux-Ramsay)(Nella foto accanto: la bella Porte Calhau, nel Centre Ville di Bordeaux).

Lì, infatti, potrebbe capitarvi di pagare un semplice Côte de Gascogne come un Pessac-Léognan classé.

A Bordeaux ho mangiato, quando possibile, pesce, e non mi è stato troppo difficile trovare (anche in offerta al bicchiere) alcuni bianchi delle Graves di buon livello. Ad esempio, la sera dell’arrivo, a Le Millésime (piccolo ristorante vicino Place du Parlement Sainte Cathérine), ho bevuto sulle ostriche e sui chipirones a la plancha, la cuvée Caroline dello Château di Chantegrive, vendemmia 2015.

chantegrive caroline zoomDi bell’equilibrio, questo Graves blanc, derivante da un blend paritario di Sémillon e Sauvignon, offre un naso molto fine con note di agrumi e cera, e sul palato mostra un bel frutto maturo con suggestioni esotiche.

Sulla bella terrazza panoramica del ristorante Le 7 , alla Cité du vin, sul mio mulet sauvage, ho apprezzato Les Demoiselles dello Château Larrivet-Haut Brion, anch’esso proveniente dalla vendemmia 2015. Questa proprietà, situata non lontano da Haut-Bailly e La Louvière, produce da sempre vini di bella precisione e finezza, sia in rosso che in bianco. Quella del 2015 è l’ultima vendemmia effettuata con la supervisione di Michel Rolland , al quale è poi subentrato Stéphane Dorénencourt.

les-demoiselles-de-larrivet-haut-brion-2015Les Demoiselles è il secondo vino dello Château. Marcato dal Sauvignon blanc è un piacevole bianco, di bella freschezza agrumata con sfumature lievemente mielate.

Non mi è affatto dispiaciuto l’insolito Bordeaux blanc sec prodotto nel Sauternais dal Clos des Lunes, il Lune d’Argent 2015, assaggiato una sera sulla cucina, ricca di contaminazioni orientali, di Dan. Il disciplinare dell’AOC non permette l’utilizzazione della denominazione Sauternes, che non prevede vini secchi, ma il terroir consente di produrre ottimi vini anche in questa tipologia, simili a quelli di Pessac-Léognan, ma più marcati dal Sémillon, che infatti è presente per il 70% del blend.

1537 2015NM cQuesto Lune d’Argent mi è sembrato più immediato di quello del 2014 (annata particolarmente riuscita per questo vino), ma di buona complessità e molto gastronomico. Più semplice e adatto soprattutto come aperitivo il fratellino minore, Lune Blanche, che avevo assaggiato al Café Madd, vicino al Musée des Arts décoratifs et du Design (bella esposizione di mobili e oggetti antichi, in rue Buffard).

Un ultimo bianco da me assaggiato “a tavola” è stato lo Château Pey-Bonhomme les Tours, un Blaye Côte de Bordeaux: per metà sauvignon blanc e sémillon, si tratta di un insolito vino bordolese da viticoltura biodinamica, proposto in una bottiglia borgognotta. 11262 ChateauPeybonhommeBlanc 2015 1Frutta gialla, agrumi, una bella mineralità, un vino adatto ad accompagnare la tavola (soprattutto su piatti di pesce e della cucina orientale).

Anche per quanto riguarda i rossi, non è mancata qualche buona opportunità. Ad esempio un Saint-Émilion grand cru (la parola non impressioni troppo, spesso lo stacco dai vini non classificati non è abissale) offerto al bicchiere: uno Château Grand Corbin Manuel, una frazione dell’antica proprietà Grand Corbin, dalla quale si distinse l’anno stesso del classement del 1855. chateau-grand-corbin-manuel-2005Proveniente da un ottimo millesimo (il 2005), ha evidentemente tratto vantaggio dall’evoluzione: un Saint-Émilion dai tannini piacevolmente arrotondati dal tempo, ma ancora fresco, che ha ottimamente accompagnato la nostra tavola.

Un buona prova, anche sotto il profilo del rapporto qualità/prezzo, è venuta dallo Château Patache d’Aux (2012), un rosso médocain che mostra un costante miglioramento negli ultimi millesimi, dopo un periodo di appannamento .

000002789-CHAT PATACHE DAUX1Sul porc noir de La Tupiña, ristorante rabelesiano che propone un’ottima, ma non leggerissima cucina sudista (si moderi chi ha problemi di digestione!), ha fatto la sua figura. Un cru bourgeois ben fatto, non troppo denso, e di buona bevibilità, che era poi quello che chiedevamo.

Pur se non è risultata proprio la scelta ottimale sul piano dell’abbinamento (con un ricco tagliere di Bellota e altri salumi iberici), ho ricevuto una buona impressione dallo Château Le Crock, cru bourgeois di Saint-Estèphe di proprietà della famiglia Cuvelier (la stessa dello Château Léoville-Poyferré).Il vino, della vendemmia 2010, e proposto al bicchiere dal café- restaurant à tapas L’Ombrière, sulla bella place du Parlement, ci è sembrato molto piacevole, carnoso , con un bel frutto maturo.

00000788a-2010 chateau le crock chateau le crock saint estephe bordeaux franceLe vigne di questa proprietà sono molto ben situate, tra Cos d’Estournel e Haut-Marbuzet, e dà vini di buona personalità, che possono essere apprezzati anche in gioventù.

La sorpresa più interessante dei vini bevuti a tavola durante il nostro soggiorno a Bordeaux ci è venuta da un Fronsac. Si è trattato di uno Château La Dauphine 2012, che ha ottimamente accompagnato una sontuosa sella di agnello arrosto al bel Comptoir de cusine, giusto di fronte al Grand Théatre, a Place de la Comédie, accanto al ristorante di Gordon Ramsay. Ricco e gourmand, con una trama tannica di grande finezza e un buon equilibrio nonostante l’esuberanza alcolica (15°).

La DauphineQuello di Fronsac è un terroir che in passato ha avuto una grandissima reputazione, che ha però avuto difficoltà a risollevarsi dopo la fillossera, in quanto molti proprietari, per difendersene meglio, hanno preferito spostarsi verso la palus, determinando così un inevitabile calo qualitativo. Oggi ci sono vini molto interessanti, a dominanza merlot, che hanno ancora prezzi tra i più bassi di Bordeaux, che meriterebbero maggiore attenzione.

Quando poi non era disponibile un Bordeaux a prezzi abbordabili, un buon supporto è venuto dalle regioni vicine . Ad esempio, ho apprezzato un rosso di Fitou, la Cuvée des Ardoises, dello Château des Erles di François Lurton, della vendemmia 2014, risultato molto piacevole su un ricco piatto di volailles.

cuvee-des-ardoises-du-chateau-des-erles-aop-fitou-2014Si tratta di un vino proveniente dalle vigne di una parcella di 12 ettari, situata nell’Haut Fitou, vicino Corbières, su un suolo molto povero e soggetto all’erosione, di rocce sedimentarie e scisti nere: é prodotto da un assemblaggio di syrah (40%), grenache (35%) e carignan (25%), quest’ultimo vinificato in macerazione carbonica. Un vino strutturato con una bella intensità aromatica, marcata da note golose di frutti rossi, lungo e piacevole in bocca su un registro di freschezza.

I produttori:

Château de Cantegrive,44 Cours Georges Clemenceau, 33720 Podensac, www.chantegrive.com

Château Larrivet-Haut Brion, 84 Avenue de Cadaujac, 33850 Léognan, www.larrivethautbrion.fr

Clos des Lunes, Cap Lanne, 33210 Sauternes, http://www.closdeslunes.com

Château Pey-Bonhomme Les Tours, Chateau Peybonhomme-les-tours, 33390 Cars,www.peybonhomme.com/

Château Grand Corbin Manuel, Grande Métairie, 33330 Saint-Émilion, www.grandcorbinmanuel.fr

Château Patache d’Aux, 1, rue du 19 Mars 1962, 33340 Bégadan,antoinemoueix.com

Château Le Crock, 1 Rue Paul Amilhat, 33180 Saint-Estèphe, chateaulecrock.fr

Château de La Dauphine, 10 Rue Poitevine, 33126 Fronsac, www.chateau-dauphine.com

Château des Erles,Domaine de Poumeyrade 33870 Vayres, www.francoislurton.com

I ristoranti:

Le Millésime, 4 Rue du Puits Descujols, 33000 Bordeaux (buon bar à vin, tapas e cucina)

Le 7 de la Cité du Vin, 134 Quai de Bacalan, 33300 Bordeaux (il ristorante della Cité du Vin)

Dan, 6 rue du Cancéra, 33000 Bordeaux (cucina fusion)

La Tupiña, 6 rue Porte de la Monnaie, 33800 Bordeaux (cucina del Sud)

Café Madd,39 Rue Bouffard, 33000 Bordeaux (caffè-bistrot del Musée des Arts décoratifs et du Design)

L’Ombrière, 14 Place du Parlement, 33000 Bordeaux (buona scelta di vini al bicchiere a 4-8 euro)

Comptoir de Cuisine, 2 Place de la Comédie, 33000 Bordeaux (brasserie di lusso)