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Categoria: piccoliassaggi
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DDR1E’ un Lambrusco di Modena, ma fai fatica a crederlo: non ha nulla a che vedere, infatti, con quei bottiglioni anonimi da due litri fermentati in autoclave, che si vedono sugli scaffali dei supermercati o delle salumerie di provincia.

Questo, prodotto da Christian Bellei, è vinificato come uno Champagne, con la classica fermentazione in bottiglia nota come metodo classico o champenois.

Non sembri una bizzarria e neppure una velleità di sembrare diversi da quel che si è : del Lambrusco ha il colore, rubino porpora, la vinosità, gli inconfondibili profumi di ciliegia e di frutti di bosco maturi, ma ha la  complessità e la finezza di uno spumante di razza. Curioso, il nome, DDR:  la prima cosa che evoca è l’acronimo della vecchia Repubblica Democratica tedesca, ma ovviamente non c’entra nulla. Infatti vuol dire semplicemente Degorgiato e Dosato Recentemente. La bottiglia del nostro assaggio  proviene infatti dall’annata 2009,quella attualmente in commercio, poi, dopo ben 7 anni (!) di affinamento sui lieviti, è stata sboccata e dosata secondo la classica procedura champenoise. Avevate mai bevuto un Lambrusco di un’annata così vecchia? A produrla è la Cantina della Volta, dove Christian Bellei, autentico figlio d’arte (il padre, Giuseppe, “Beppe” Bellei, era, come lui,  un grande ammiratore degli Champagne, effettuando numerosi viaggi in quella regione per apprenderne l’arte), ha creato un insospettato ponte ideale tra Épernay e Modena, producendo (con il metodo classico) sorprendenti spumanti da uve di Lambrusco di Sorbara, allevate sui terreni alluvionali del fiume Secchia,  ricchi di sabbia, sui quali questa varietà trova la sua migliore espressione. Ma non basta: nella tenuta di Riccò di Serramazzoni , nel podere di San Lorenzo dietro il Monte , a 650 metri di altitudine sulle colline modenesi, fanno la loro comparsa il Pinot nero e lo Chardonnay, provenienti da barbatelle francesi acquistate nella Champagne negli anni ’90. Su questo terreno collinare, calcareo e argilloso, ricoperto da uno strato di gesso superficiale, fresco per l’altitudine e la vicinanza del bosco, ma ben soleggiato, vi sono condizioni microclimatiche non troppo distanti da quelle della Champagne. E in effetti la tenuta di San Lorenzo (32 ettari, di cui 9 destinati alla vigna) era stata acquistata dal padre di Christian, Beppe , proprio perché ritenuta adatta ad allevarvi i vitigni classici della Champagne. Nella cantina di Bellei non  si fa uso di autoclavi per la fermentazione, ma si fa ricorso esclusivamente alla fermentazione in bottiglia della tradizione champenoise, con la sola eccezione del Rimosso, un golosissimo Lambrusco di Sorbara (ne abbiamo già parlato…..), prodotto con il metodo della rifermentazione naturale in bottiglia, sui lieviti, il cosiddetto metodo “ancestrale”,un omaggio alla tradizione contadina del luogo. Il Lambrusco di Sorbara è, tra le uve della “famiglia” dei Lambruschi, la più conosciuta e la più facile da trovare, diffusa in tutta la provincia di Modena, e, in minor misura, in quella di Reggio Emilia: la zona migliore è quella compresa tra il Secchia e il Panaro, dove i suoli sono ricchi di sabbia. La vinificazione con il metodo champenois ,  effettuata con grande maestria da Christian Bellei,  regala degli spumanti di insospettabile fascino.  Tra questi è anche un notevole Lambrusco rosé (la vendemmia oggi disponibile è quella del 2013) di sorprendente finezza, difficile da trovare in altri spumanti prodotti con il metodo classico a partire da varietà autoctone. Di un bellissimo color rosa tenue, profumato di lamponi e fragoline selvatiche, ha bollicine delicate e di grana fine, bocca piacevolmente fresca e sapida. Insomma, un signor spumante. E, naturalmente, questo intrigantissimo  DDR, piacevolmente  vinoso, dal frutto succoso , di grande  freschezza, e dal sorso vellutato. Un Lambrusco davvero atipico, che sembra giovanissimo a quasi dieci anni dalla vendemmia, e con ancora diversi anni davanti a sé.   Il costo, intorno ai 25 euro la bottiglia, è piuttosto elevato per un Lambrusco, ma giustificato dall’alta qualità.

Christian Bellei rappresenta la quarta generazione della famiglia Bellei. A produrre Lambrusco (solo 3.000 bottiglie) aveva cominciato il bisnonno Francesco ,con l’aiuto dei figli Bruno e Medardo, in un edificio costruito nel 1920 in prossimità della Darsena di Bomporto e le sue Porte vinciane, a pochi chilometri da Modena. Poi , nella seconda metà degli anni ’60, subentrò il figlio di Bruno, Beppe. Dopo essersi diplomato alla scuola enologica di Alba, viaggiò a lungo nelle capitali dello Champagne , con l’intento di portare nelle sue terre le tecniche per produrre vini spumanti di alto livello. La sua passione e la conoscenza acquisita  in questo campo trovarono terreno fertile in Christian, che, dopo un’esperienza nella Folgore e nell’ambito del paracadutismo estremo, perfezionatosi in enologia, decise di riprendere il lavoro del padre, e continuarne il sogno, interrotto dalla sua morte, avvenuta nel 1998. Ora, la Cantina della Volta, ha preso il posto della vecchia cantina Francesco Bellei.  Alla sua origine è un nuovo progetto imprenditoriale, di cui naturalmente Christian è il pernio. I vini della nuova azienda sono prodotti nell’antica cantina che la famiglia Bellei fece costruire quasi un secolo fa (nel 1920), per produrvi il suo Lambrusco. Il suo recupero strutturale , effettuato nel rispetto delle linee architettoniche originarie, risale al 2010, con l’adozione della nuova ragione sociale. La nuova  cantina è dotata delle attrezzature enologiche più moderne, tra le quali una pressa Bucher Vaslin, che assicura la spremitura di uve misurate con appositi frazionamenti, oltre a vasi di acciaio inox termo-condizionati, impianti di refrigerazione dei mosti gestiti automaticamente , e così via. Il nome Cantina della Volta vuole esprimere nello stesso tempo il nuovo  corso    aziendale, ma anche la sua continuità storica con le origini, situata com’è nei pressi dell’antica Darsena di Bomporto e delle sue porte, un capolavoro idraulico del XVIII secolo, basato su un meccanismo idraulico interamente automatico studiato da Leonardo da Vinci, e perciò dette “vinciane”, realizzato per volontà di Francesco D’Este per regolare livelli e corrente del Naviglio: un canale navigabile ricavato da una deviazione del fiume Panaro, affluente del Po, una vera e propria arteria d’acqua che portava da Modena fino al mare. Fino ai primi del ‘900  di qui passavano i barconi di agricoltori e commercianti con i loro carichi, trainati da cavalli,  che poi facevano la volta, ossia cambiavano direzione per tornare a Modena.

Cantina della Volta, via per Modena n.83, 41030 Bomporto (MO), www.cantinadellavolta.com