Saten MajoliniTra i vini (tutti di ottimo livello) di questa casa franciacortina ho scelto il Saten millesimato, in quanto il più rappresentativo di questo bel territorio, nel quale si producono anche buoni vini bianchi e rossi fermi, ma che deve la sua fama soprattutto agli spumanti, prodotti con il metodo classico della fermentazione in bottiglia. Quello che abbiamo assaggiato proviene dalla vendemmia 2014, un’annata difficile un po’ dappertutto, ma che ha trovato una buona espressione negli spumanti di questa regione, ed è stata sboccato quest’anno.

Il Saten, si sa, è un blanc de blancs, ossia uno spumante prodotto solo con uve a bacca bianca (principalmente Chardonnay, anche se il disciplinare ammette fino al 50% di Pinot bianco), con una pressione leggermente inferiore (meno di 5 bar ) di quella degli Champagne, che gli assicura  una spuma meno aggressiva, quasi setosa. Questo di Majolini è proveniente interamente  da uve Chardonnay, e resta ad affinare sui lieviti almeno 36 mesi. E’ uno spumante delicato, dal profumo intenso e persistente, nel quale emergono note di lieviti, crosta di pane, nocciola fresca. Un ottimo spumante,  adatto ad accompagnare piatti a base di pesce o verdure . Normalmente i Saten sono dei Brut quanto a tenore zuccherino, ma la casa Majolini preferisce valori lievemente inferiori , ciò che ne accentua l’impressione di freschezza. L’azienda produce anche un Brut millesimato (noi abbiamo assaggiato il 2014) e uno senza annata (generalmente proveniente dall’ultima vendemmia, con una parte di quelle immediatamente precedenti, cioè 2012 e 2013) , di entrambi i quali abbiamo riportato un’ottima impressione . Nei brut di questa azienda è prevista una percentuale anche di Pinot nero (circa il 30% in quello millesimato),  e il residuo di zucchero , nella versione millesimata, non supera  i 4 grammi ; in quello senza annata raggiunge gli 8 grammi, ma in bocca non dà l’impressione di una eccessiva dolcezza .

Maiolini18C’è invece solo Pinot nero nel Blanc de noir : matura 24 mesi sui lieviti , ha un aroma  complesso che “sente” molto il Pinot, di frutti rossi maturi,frutta secca, con una nota leggera di miele.  E’ molto piacevole anche il rosé. 100% Pinot nero, affinato due anni sui lieviti, non è millesimato, benché provenga  interamente dalla vendemmia 2015: è un brut con 9 grammi di zucchero, molto adatto come aperitivo o per accompagnare gli antipasti o primi piatti leggeri. Fine e persistente, è molto seduttivo al naso, con note di frutti di bosco e pesca. Le cuvée più importanti sono L’Electo , un blend millesimato a prevalenza Chardonnay (80%), che fa un lungo affinamento sui lieviti (oltre 60 mesi), il brut millesimato riserva Valentino Majolini, intitolata al fondatore della cantina, e naturalmente il Pas Dosé Aligi Sassu,un blanc de blancs che riporta in etichetta la bellissima scultura dei “Cavalli innamorati” del noto artista, che si può ammirare  proprio all’ingresso nel cortile aziendale. Più che la versione del 2008 dell’Electo, marcata da note accentuate di rabarbaro, mi hanno favorevolmente colpito queste ultime due cuvée, e in particolare la riserva Valentino Majolini, di cui abbiamo assaggiato il vino della vendemmia 2005: 90% Chardonnay  e il restante 10% Pinot nero, affina oltre 10 anni sui lieviti . Di grande complessità, mantiene una notevole freschezza nonostante i 13 anni dalla vendemmia, molto elegante, è un grande Franciacorta meritevole di essere apprezzato da solo o abbinato a piatti  raffinati. Molto convincente anche l’Aligi  Sassu del 2014 (36 mesi sui lieviti), che abbiamo apprezzato per la sua freschezza e le eleganti note floreali . Insomma, un’ottima gamma di spumanti della Franciacorta, con un buon rapporto qualità-prezzo (tutte le cuvées costano dai 13 ai 18 euro f.c, ad eccezione della riserva Valentino Majolini,  venduta a 27 euro). Chiunque si rechi in visita alla cantina Majolini non potrà non rendersi immediatamente conto dello stretto rapporto che questa casa vinicola ha con l’arte.

Maiolini40Oltre alla emozionante scultura di Sassu , al quale i Majolini hanno dedicato nel 1995 il loro Pas Dosé, nel cortile di ingresso della cantina si può ammirare anche la suggestiva grande coda di balena, ispirata al Moby Dick di Melville, una scultura in ferro di Mattia Trotta, un giovane artista bresciano.

Maiolini4Nei locali della cantina, nella sala a lui intitolata, nella quale riposano i vini durante la loro seconda fermentazione, sono il Sole e la Medusa di un altro artista bresciano, Giuseppe Bergomi, mentre nella barricaia si può ammirare l’originalissimo mosaico dell’ebanista Luciano Molinari (l’”Opera sensoriale”), realizzato nel 2013 con 199 legni diversi, completato da 54 boccettine  contenenti  segatura dei più aromatici di essi.   La cantina si trova ad Ome, un borgo situato nella zona più orientale della Franciacorta. Qui la famiglia Majolini possiede 20 ettari di vigna suddivisi in 24 parcelle , situate ad altezze diverse, dai 150 fino ai 505 metri di altitudine. L’attività di produzione vinicola fu iniziata da Valentino Majolini alla fine degli anni ’60 con l’acquisto di una vigna d’alta collina, denominata Ruc di Gnoc , nella quale ancora si produce un vino rosso fermo con lo stesso nome. L’azienda  fu poi  “rifondata” dagli eredi agli inizi degli anni ’80, che estesero la proprietà e costruirono la nuova cantina (quella attuale) nel 1995. L’azienda lavora in regime biologico dal 2013 e due anni fa ha ottenuto per la prima volta la certificazione.

Una bottiglia di Satèn Manzolini costa in enoteca circa 25 euro la bottiglia.

Cantina Majolini s.r.l , via Manzoni 3 (contrada Valle), 25050 Ome (BS), www.majolini.it