AstaTutto faceva pensare ad una vendita record, anche se gli operatori attendevano e forse anche speravano in un raffreddamento dei prezzi, e il record effettivamente c’è stato: oltre 14  i milioni di euro realizzati (per l’esattezza 14.187,150) dalla  vendita degli 833 lotti messi all’asta ( tra i quali 631 pièces di vini rossi e 197 di bianchi). Non c’è stato invece il raffreddamento dei prezzi, visto che il prezzo medio di una pièce ha abbondantemente superato i 16.000 euro (16.850) , ben il 19% in più di quello del 2017 e ancora oltre per il 2016. Se un po’ di  delusione c’è stata, in questa magnifica edizione dell’Asta dei vini degli Hospices di Beaune,  è venuta invece dal risultato un po’ appannato, rispetto alle attese, della famosa Pièce du Président, il cui ricavato è devoluto ogni anno ad una o più associazioni scientifiche o di beneficenza: 230.000 euro non sono certo pochi, ma ben lontani dai 410.000 raggiunti l’anno scorso per due pièces borgognone di Corton Grand Cru Clos du Roy e ancor più dai 480.000 con i quali erano stata aggiudicata  una sola pièce di Corton Renardes nel 2015 (record assoluto dell’asta).

Anche quest’anno le pièces da aggiudicare erano due, una di rosso, il Corton Grand Cru Clos du Roy, e l’altra di bianco, un Meursault Genevrières premier cru. Ad aggiudicarsele sono stati Anima Vinum, rappresentata da Alaor Pereira Lino,  e Albéric Bichot (Maison Albert Bichot), da sempre grande acquirente dell’Asta degli Hospices con le sue 158 pièces (quasi il 20% dell’intero volume)  acquistate. Eppure lo scrittore Erik Orsenna (il suo vero nome è Eric Arnoult), Prix Goncourt e accademico di Francia, uno dei padrini dell’Asta con l’attrice Nathalie Baye, in rappresentanza dell’Institut Pasteur, una delle istituzioni beneficiarie, aveva fatto di tutto perché il prezzo di aggiudicazione raggiungesse una soglia più alta. Tra i personaggi illustri chiamati a partecipare questa volta all’Asta per sostenere le associazioni destinatarie del sostegno finanziario della vendita, c’erano anche le attrici Emmanuelle Béart e Alice Taglioni e l’attore Pascal Elbé,  autore di un energico incitamento al rilancio delle offerte. Se la Pièce du Président non ha raggiunto l’obiettivo atteso, è andata molto bene tuttavia  la vendita  degli altri lotti, a partire dalle cuvée di maggior prestigio: sono stati infatti necessari 135.000 euro per un lotto di Bâtard-Montrachet Grand Cru Dames de Flandres, sempre uno dei più ricercati,  e 110.000 per ciascuno dei lotti di Clos de la Roche (Cuvée Cyrot-Chaudron e Cuvée Georges Kritter).

blancsI risultati di tutte le vendite sono comunque stati molto positivi. Certo i prezzi sono davvero molto cresciuti negli ultimi anni. Basti un solo esempio, quello della Cuvée Guigone de Salins, un Beaune premier cru derivante da un blend i climats di questa appellation (principalmente Bressandes, da una parcella di 1.2 ettari, Les Seurey e Champs Pimont). Appena 5-6 anni fa  era possibile aggiudicarsene una pièce da 228 litri per prezzi compresi tra i 3.800 e i 4.200 euro. Oggi i lotti vengono aggiudicati per 12.000, e per uno di essi si sono raggiunti i 13.000. Qualche idea panoramica: occorrono più di 20.000 euro per un Meursault premier cru Genevrières o Charmes, circa il doppio per un Corton Clos du Roy, 65-70.000 per un Echezeaux,  altrettanti (o qualcuno in più) per un Mazis-Chambertin. Le buone occasioni? 8000-8500 euro per una queue (456 litri) di Pouilly-Fuissé, qualche spicciolo in più per una di Saint-Romain blanc. Chi sono i compratori? In maggioranza sono le grandi Maison de négoce, come quella di Albéric Bichot, che ne acquistano grossi quantitativi, da elevare nelle loro cantine e a commercializzare a prezzi  di prestigio, grandi clienti, come compagnie aeree o ristoranti, ma anche  dei particuliers, piccoli gruppi di appassionati che desiderano tentare l’avventura. Il costo di aggiudicazione di una pièce è però solo una parte di quello complessivo.  Al “prix marteau” (quello di aggiudicazione), supponiamo di 8.000 euro, bisogna aggiungere il costo della botte (600 euro), la quota dovuta alla società d’asta, pari al 7% (560 euro), e naturalmente il costo dell’élevage, che deve obbligatoriamente essere effettuato da una cantina della regione: circa il 30% del prezzo di aggiudicazione, che , nell’esempio qui fatto, corrisponde a 2.400 euro. Il totale, a cui va aggiunta la TVA, è di 11.550 euro. Da una pièce si possono ricavare 288 bottiglie, il che significa che ogni bottiglia ci costerà circa 40 euro + imposta. Non è  certo un prezzo basso, ma al di là della qualità comunque molto alta, c’è il prestigio della sua origine, che fa premio sul valore dell’acquisto.

LudivineL’Asta era stata preceduta , il sabato pomeriggio, dalla presentazione dell’annata 2018 da parte di Ludivine Griveau, régisseur  della cantina degli Hospices de Beaune, e dalla degustazione delle cuvée bandite quest’anno nella bella Salle Saint Nicholas , presso l’Hotel-Dieu , e , la domenica mattina, dalla Conferenza stampa congiunta degli Hospices de Beaune e del BIVB (Bureau Interprofessionnel des Vins de Bourgogne). La prima era stata organizzata un po’ diversamente da quelle degli anni precedenti alle quali avevo partecipato: i campioni erano infatti sistemati su appositi banchetti ai quali era  un gruppo di giovani sommeliers addetti alla mescita, e gli assaggi sono stati effettuati in piedi , appoggiandosi su alcune pièces utilizzate come tavoli. La presentazione di Ludivine Griveau è stata sintetica, ma ha rappresentato con chiarezza l’andamento del millesimo, un’annata precoce (si è cominciato a vendemmiare ad agosto: dal giorno 6 nel Mâconnais e dal 20 in Côte d’Or, con il Pinot nero inaspettatamente più pronto dello Chardonnay), e molto abbondante, nonostante il severo lavoro di ébourgeonnage e di dédoublage effettuato per governare le rese. Ottima la qualità delle uve, che sembra aver sperato la sfida di raggiungere una piena maturazione, senza aromi di surmaturazione o di cotto.

TastingNoi abbiamo cominciato ad assaggiare i vini rossi, che mostrano una colorazione abbastanza carica, aromi solari, più virati verso i frutti neri, ma conservando una buona freschezza. Sul palato i tannini  appaiono  dolci e rotondi, molto piacevoli. Impossibile giudicare i vini come individualità, a poco più di 10 settimane dalla vendemmia: degustazioni come queste servono solo a farsi un’idea delle caratteristiche dell’annata, ma questo non ha  impedito di apprezzare  l’eccellente materia di alcune cuvées, in primisi quelle dei grands crus  Clos de la Roche e Corton rouge. Tra i premier cru mi è sembrato che i Volnay Santenots (specie la cuvée Jehan de Massol) avessero un tocco in più degli altri. Molto interessanti anche i bianchi, che mostrano una buona profondità e ottima densità, senza eccessi . MeursaultHo apprezzato molto  tutti i Meursault, incluse le cuvée di villages, e in particolare la cuvée Les Charmes Albert Grivault. Molto ricchi anche i due grands crus: il Corton Charlemagne François de Salins e il Bâtard-Montrachet Dames de Flandres, sontuoso come sempre, di grande potenza e profondità.

Nella Conferenza della domenica mattina, sono intervenuti il Presidente del BIVB François Labet, per parlare delle prospettive dell’annata 2018, Frédéric Drouhin, Presidente del FNEB, la rete dei négociants, sulle prospettive di mercato, e infine Fabrice Latour, vice-Presidente del BIVB , nel quadro dell’aggiornamento sul progetto Cité des Vins  e dei Climats de Bourgogne. Nel corso della Conferenza  è stato mostrato anche  un breve, ma bellissimo film di circa un quarto d’ora  sull’attività dei vignerons, focalizzato sul ciclo della crescita della vigna.

Il venerdì mattina i giornalisti sono stati invitati a una speciale sessione a loro dedicata della 146ème Fete des Grands Vins de Bourgogne, nel Palais des Congrès, già sede di prestigio dei Grands Jours de Bourgogne: focus su Volnay , Vézelay (44a appellation village della Borgogna), e Bourgogne-Coulanges-la Vineuse, una specie di IGT del Grand Auxerrois declinato nei tre colori.

Pot au feuIl Centro di Beaune è intanto stato  , come tutti gli anni , in festa. Affollatissimo, ricco di degustazioni organizzate dalle Maison e dai cavistes, di bancarelle, debordanti di  specialità borgognone e delle regioni vicine, molto street food, spettacoli, la mezza maratona di Beaune. Sono i giorni delle Trois glorieuses.