Gelée 1Se l’annata 2015 era stata descritta come l’annata perfetta (a parte un po’ di oidio) un po’ in tutta la Borgogna, la 2016 non è stata certo  priva di spine. E molto dolorose, per i vignaioli.

Una tipica annata ( di quelle ormai, sempre più frequenti) “Noël au balcon , Pâques au tison”, cioè un inverno mite e una primavera fredda e umida.

E di fatti , dopo un gennaio e un febbraio molto più tiepidi e piovosi della media, marzo e aprile sono stati più temperati ma ugualmente umidi, fino al drastico abbassamento di temperatura avvenuto nella notte tra il 26 e il 27 aprile, quando, all’abbondante  pioggia notturna, ha fatto seguito il gelo del  mattino seguente: più devastante, nei suoi effetti, proprio perché arrivato dopo la pioggia . Il gelo ha fatto danni dappertutto nella Côte de Beaune, salvo a Santenay e in poche altre zone (Puligny, Maranges, le parti sud Meursault e Chassagne), ma soprattutto nei comuni a nord di Beaune (anche se Corton è stata risparmiata).A Savigny-lès-Beaune come a Pernand-Vergelesses, le vigne sono state letteralmente falcidiate. Solitamente, come fa presente Allen Meadows, il gelo  produce i danni maggiori nelle zone maggiormente esposte ad una combe. Savigny è infatti esposta a ben tre combes, che hanno canalizzato l’aria gelata direttamente sulle vigne, e Pernand a due, e gli effetti sono stati devastanti.  Tanto che i produttori più colpiti avevano persino pensato  che non valesse neppure  la pena di pagare dei vendemmiatori per tirar fuori    solo 1-2 ettolitri di vino per ettaro. Inoltre  la raccolta si profilava, oltre che misera, anche lunga e  difficile, alla ricerca dei pochi grappoli dispersi che si erano salvati e   valesse la pena di raccogliere.  Se poi tutto questo non fosse stato già abbastanza, si sono  aggiunte anche   le muffe. Che fare dunque? Al Domaine Chandon de Brialles si è scelto di salvare il salvabile, assemblando le uve migliori delle parcelle premier cru di Savigny (Les Lavières e Les Fourneaux) e Pernand (Les Vergelesses e Île de Vergelesses) , ovviamente declassando a semplice Bourgogne Pinot noir il vino che ne sarebbe uscito. Con un geniale tocco di umorismo ironico i proprietari  hanno battezzato questa insolita cuvée “Gelée Royale” (gelata reale, ma significa anche pappa reale ). L’ho finalmente assaggiata in questi giorni.  Buonissima.  Color rubino profondo, naso avvolgente di piccoli frutti di bosco (soprattutto more,  mirtilli, ribes nero), con note di humus e vagamente selvatiche, palato   vellutato, davvero goloso. Del resto la bottiglia è finita quasi subito dopo averla portata in tavola, ciò che è , in definitiva, un  criterio di valutazione difficilmente attaccabile. 

Gelée 2Considerarla un semplice vino ad appellation régionale , qual è legalmente, sembra impossibile. E’ di fatto  un ottimo premier cru delle splendide vigne che conducono alla collina di Corton.  A ricordarci il suo vero status, oltre al punteggio (per me 90-91 punti), c’è purtroppo il prezzo: 50 euro alla bottiglia presso la cantina. Non sono certo pochi.

Domaine Chandon de Brialles, 1, rue Soeur Goby, 21420 Savigny-lès-Beaune, www.chandondebrialles.com