TelegrammeridRicordate   la famosissima prima monetina a partire dalla quale Paperon de Paperoni costruì la sua immensa fortuna? A evocarmela è la storia del Domain edu Vieux Télégraphe  e della famiglia Brunier . Cominciò a Bedarrides , villaggio situato nella parte sud-est di Châteauneuf- du- Pape, con appena un ettaro di vigna nel 1891. Un passo alla volta,  questo famoso Domaine fondato da Hyppolite Brunier, partendo dal dono, fattogli dal padre, di alcune parcelle sul plateau de  La Crau, il suo cru bandiera, è divenuto il più grande di Châteauneuf-du-Pape , portando gli ettari di proprietà a 17, divenuti poi  55  alla fine della Seconda Guerra mondiale, per arrivare agli attuali 100.  

Di là si è allungato verso i territori vicini : Côtes- du-Rhône, Ventoux, con ulteriori 20 ettari, poi Gigondas, con la ripresa,  nel 1998, del  Domaine Les Pallières in partnership con Kermit Lynch (altri 135 ettari, di cui 25 a vigna). Ma cammina cammina, i Brunier,  sono arrivati  addirittura fino  in Libano, dove i fratelli Sami e Ramzi Ghosn, al ritorno nel paese dopo la guerra civile, avevano ripreso le loro vecchie proprietà e le vigne situate nel nord-est della pianura del Bekaa, per crearvi Massaya, con la sua cantina, la  distilleria per la produzione dell’arak e ristoranti di lusso. I vini prodotti da questa grande cantina familiare, a parte quelli prodotti in Libano, sono cinque nel territorio di Châteauneuf-du-Pape,  dei quali tre rossi, tre a Gigondas, un AOC Ventoux (il Mégaphone) e due IGT Vaucluse. Il nome Vieux Télégraphe  (esteso al mitico cru aziendale) deriva da una torre del telegrafo, installata nel 1821 da Claude Chappe, inventore del telegrafo ottico. Il nome è rimasto, orgogliosamente rivendicato da Jules, figlio di Hippolite, a indicare anche il vino più famoso del Domaine.  In questo servizio breve non parleremo però dello straordinario cru  familiare, ricavato dagli ormai 50 ettari di vigna situati sul plateau de la Crau, che domina la zona sud-est dell’appellation, all’intersezione di Bedarrides, Châteauneuf-du-Pape e Courthezon: il suo suolo è costituito da uno strato di molasses mioceniche, profondo  un metro- un metro e mezzo, che poggia su uno spesso letto di argille, ricco di ciottoli e ricoperto da un vero e proprio mantello dei famosi galets roulés , che hanno reso celebre questo terroir. Un luogo  praticamente incoltivabile , proprio per la grandezza e lo spessore dello strato di galets, ma la cui straordinaria vocazione vitivinicola era conosciuta già al XVI secolo. Da qui, infatti,  i Brunier traggono una cuvée eccezionale, di impressionante regolarità, che si colloca costantemente nelle posizioni di vertice dell’appellation.   Qui ci  soffermeremo invece  sui due “piccoli” di questo Domaine, vini creati espressamente per ricercare un’alternativa meno impegnativa alle  cuvée più importanti,  dotata di una maggiore immediatezza, pur mantenendo una assoluta coerenza qualitativa.  

PigeouletIl più semplice dei due, Le Pigeoulet,  è in effetti un vino “per tutti i giorni”: solo un IGP, perché unisce vigne che si trovano nei territori di  due AOC diverse, Côtes-du-Rhone e Ventoux. Le prime constano  di   tre ettari situati a una quindicina di chilometri a nord di Avignon, sulla riva sinistra del Rodano; dodici ettari sono invece nell’ambito del territorio del comune di Caromb, sulle appendici sud-ovest del Mont Ventoux.  Le vigne hanno in media 30 anni di età, le uve sono in grande maggioranza grenache noir (80%), mentre il resto è ripartito tra syrah (10%), carignan e cinsault (5% ciascuno): integralmente diraspate, sono vinificate in vasche di cemento per un mese o poco meno a temperatura controllata, prima di affinarsi in grandi botti da 60 hl.e di essere imbottigliate a un anno dalla vendemmia. Il Pigeoulet (arriva ora l’annata 2017)  è un rosso molto piacevole e immediato (ne esiste anche un bianco, blend paritario di roussanne,grenache blanc e clairette), fresco e fruttato, con un aroma di  cassis, more selvatiche e note di pepe (87/100): va bevuto a temperatura di cantina, ma anche leggermente più fresco , d’estate, ad es. su gustose grigliate di pesce azzurro. Il costo? 12-15  euro la bottiglia.   

Il Télégramme è il fratellino minore del Vieux Télégraphe, evocato anche nel nome.I Brunier lo producono da un complesso di vigne di circa 30 ettari:  sono quelle più giovani, che hanno meno di 30 anni, ma anche altre di proprietà, di età superiore, ma provenienti da siti diversi dai plateaux della Crau e di Piedlong . La grenache domina con il suo 80% gli altri ingredienti del blend (10% Syrah, 6% Mourvèdre e 4% Cinsault). Le uve, dopo la diraspatura, sono fatte fermentare in vasca per circa 25-30 giorni, poi , dopo circa dieci mesi in cuve, il vino è messo ad affinarsi in grandi botti di quercia da 30 ettolitri per altri 7 mesi. E’ messo in vendita due-tre mesi dopo l’imbottigliamento, a circa un anno e mezzo dalla vendemmia.Télégramme è uno Châteauneuf-du Pape di tutto rispetto. Dominato dalla grenache, ha una freschezza e una morbidezza inusuali, capaci di esprimersi relativamente presto. Infatti, pur potendo invecchiare alcuni anni senza problemi, è uno Châteauneuf che si può apprezzare giovane e che non ha bisogno di essere lungamente atteso. Ovviamente con Télégramme siamo ad un livello diverso da quello del Pigeoulet, intermedio (anche nel costo: calcolate circa 30 euro la bottiglia) rispetto al cru aziendale più importante. Meno austero del Vieux Télégraphe, la cui struttura possente  ha bisogno di tempo per distendersi e aprirsi, è un rosso seduttore, che non ha la ricchezza e la concentrazione del fratello maggiore, ma  molto fine e armonico, con tannini setosi, naso complesso di aromi di frutti  di bosco e tracce  di macchia mediterranea, pepe e liquirizia (91/100). L’annata attualmente in commercio, la 2016, molto positiva nel Rodano meridionale, può essere apprezzata già adesso, ma potrà ulteriormente migliorare per una decina di anni. Un valore  sicuro, da bere in parte adesso e da lasciare in parte in cantina per goderne tra qualche anno.

Un consiglio lampo: se potete, provate anche i Gigondas…

Domaine Le Vieux Télégraphe,3 route de Châteauneuf-du-Pape,84370 Bedarrides, www.vieux-telegraphe.fr