Pinot Nero Les CretesAncora poco conosciuti, per la loro posizione geografica, ai confini con Francia e Svizzera, e ancor più per i volumi ridotti (certo ben lontani da quelli di Veneto, Puglia e Sicilia), i vini valdostani possono offrire al consumatore curioso una piacevole alternativa ai vini bevuti più frequentemente. Non solo per i le numerose varietà  autoctone (il prié blanc, la petite arvine, il petit rouge, il fumin, il cornalin…), man mano riscoperte dopo il flagello della fillossera, ma anche per i vini prodotti con vitigni cosiddetti internazionali: chardonnay e pinot gris tra le uve a bacca bianca, pinot noir e syrah tra quelle a bacca rossa.

I Pinot noir non sono forse paragonabili ai grands crus della  Borgogna, ma, quando sono ben fatti-e spesso lo sono- sono  di tutto rispetto: piacevolmente freschi e fruttati, immediati ma non banali, insomma buone espressioni della varietà, che uniscono una grande bevibilità e una buona adattabilità alla cucina saporita della Vallée. Tra questi, abbiamo già avuto modo di parlare di quello, costantemente tra i migliori, di Elio Ottin. Questa volta parleremo del Pinot noir prodotto da Costantino Charrère e le sue figlie nella cantina forse  più importante della regione, Les Crêtes di Aymaville:  quasi un colosso, con i suoi 20 ettari di vigna e le sue 180.000 bottiglie o più  l’anno (purtroppo molte di meno, nel 2017), numeri certo non proprio giganteschi, ma  ben superiori alla media delle altre cantine private, escludendo le cooperative maggiori. Anche in una vendemmia non esaltante come quella del 2017, funestata dalle gelate di aprile, con le piante  che avevano già , precocemente, ripreso il ciclo vegetativo, il Pinot noir de Les Crêtes mantiene un  garbato profilo varietale, né troppo concentrato, né troppo diluito,   naso goloso di frutti rossi, fresco e leggero (nonostante i 14 gradi di alcol) sul palato, con una trama  tannica non aggressiva, appena un po’ rustico. Insomma un vino molto gradevole,  che invita alla beva,  molto adatto ad  accompagnare i formaggi e i salumi regionali e naturalmente molto altro. Forse dal  costo non bassissimo, come non lo sono mai i vini de Les Crêtes, ma del tutto accettabile (sui 13-14 euro in enoteca), questo Pinot noir ha il vantaggio di poter essere apprezzato un po’ fresco, anche d’estate, e sarà certo il benvenuto  tra i “rossisti” a prescindere, che sul pesce bevono solo rosso. In effetti è un po’ tutta la gamma de Les Crêtes meritevole di plauso, sia per i bianchi “di base”, come lo  Chardonnay e la Petite Arvine, sia per le due selezioni di maggior prestigio , lo Chardonnay Cuvée Bois e la Petite Arvine Fleur,  sapidi ed eleganti, sia per rossi autoctoni (il Fumin, il Torrette), ai quali si è aggiunto un interessante nebbiolo (il Sommet).

Chardonnay CBLes CretesProprietaria di questa bella azienda, è la famiglia Charrère. Originaria dell’Alta Savoia,  è impiantata in Valle d’Aosta, ad Aymaville, dal 1750 circa, quando il trisnonno di Costantino,Bernardin, costruì una cantina con un frantoio per la produzione di olio di noci (allora l’olio di oliva, da quelle parti non era certo conosciuto come oggi).Il figlio Étienne aggiunse un’altra macina per produrre sidro,e il nipote Louis, a sua volta, costruì un mulino per macinare il frumento. Insomma tutto, ma non ancora il vino. Il vino arrivò un po’ anche per necessità, quando il padre di Costantino, Antoine, si rese conto che, con l’arrivo, da fuori valle, di olio d’oliva e di prodotti macinati, occorreva riconvertire la sua attività. Pensò allora al vino, e sin dal principio, cercò  di distinguersi per la qualità delle sue bottiglie. Non mancò quindi di vinificare separatamente le uve  a seconda delle vigne (i “cru”) e a riportare i loro nomi in etichetta, così come si impegnò a mantenere la coerenza con la tradizione, mantenendo e recuperando gli antichi vitigni locali: il fumin, il petit rouge, il prié rouge… A portare lo sviluppo dell’attività al suo livello attuale fu però Costantino , che ha superato da  poco i 70 anni ed è oggi affiancato dalle due figlie Elena ed Eleonora. L’azienda gestisce 20 ettari di vigna di proprietà , distribuiti in sei diversi comuni della Valle d’Aosta. Tra le numerose varietà coltivate, accanto alle  “internazionali” (chardonnay, pinot noir, syrah), comunque già  da tempo presenti nel territorio valdostano, i buoni vitigni locali, destinati ad essere sempre più valorizzati.

Les Crêtes, strada provinciale 20, n. 50, 11010 Aymavilles (AO), www.lescretes.it