MannaALe mie prime esperienze dei vini di Franz Haas le ho fatte con il Pinot nero, varietà di cui è appassionato cultore, e con  l’ irresistibile Moscato Rosa, ma anche i bianchi non si fanno assolutamente disprezzare, anzi… A me piace molto il Manna, insolito assemblage di cinque varietà a bacca bianca  storicamente ben radicate in Alto Adige: riesling e chardonnay principalmente, gewürztraminer e un po’ di sauvignon blanc, a cui si è aggiunto più recentemente (nel 2013) il Kerner, limando le percentuali di riesling e gewürztraminer.

Insolito perché, pur non mancando in regione  i vini  provenienti da più varietà diverse, come il cosiddetto “taglio bordolese” per i rossi, per quanto riguarda i vini bianchi, generalmente si preferisce vinificare in purezza i singoli vitigni, per esaltarne la personalità. E certamente ci sono vini monovarietali splendidi, ma, trattandosi spesso di varietà molto aromatiche, i blend, quando sono riusciti come questo, permettono di raggiungere un equilibrio e una adattabilità alla tavola davvero interessanti. Il nome “Manna” non deriva dal famoso nutrimento biblico, ma semplicemente dal cognome della moglie di Haas, Maria Luisa Manna, alla quale Franz ha voluto rendere omaggio con questo suo vino. Nato nel 1995, Manna ha superato ormai le venti vendemmie (qualche tempo fa se ne è fatta una notevole verticale completa), attraversando annate molto  diverse (calde, secche, piovose), ma sempre con ottimi risultati.

MannaRLa presenza di ben cinque varietà lo rende sempre diverso, quasi esse debbano trovare di volta in volta un nuovo equilibrio: a volte senti i toni verdeggianti e tropicali del Sauvignon, altre  la mineralità del Riesling o l’aromaticità  speziata del Gewürztraminer . Il vino  cambia infatti notevolmente nel corso del tempo (che peraltro regge benissimo).  Il Manna 2016 è un bianco di color giallo-oro molto elegante e armonico, dal naso intenso di fiori e frutta gialla, sapido e molto fine, in grado di accompagnare un’ampia gamma di piatti della nostra cucina . Le vigne da cui provengono le diverse uva con le quali viene prodotto, esposte a sud-ovest,  sono situate ad un’altitudine di 350 metri e oltre (fino a 800). I suoli sono vari, di origine dolomitica,  porfirici, con sabbie e marne.Riesling, kerner e gewürztraminer sono vinificate separatamente  in vasche d’acciaio inox, mentre le altre due varietà, lo chardonnay e il sauvignon in barriques, per essere assemblati successivamente. Il vino resta  circa dieci mesi sui propri lieviti fini e viene infine imbottigliato , restando ad affinarsi ancora qualche mese in vetro prima di essere commercializzato. Haas produce naturalmente anche i classici vini bianchi monovarietali dell’Alto Adige, come il pinot bianco, il pinot grigio , il gewurztraminer e il moscato giallo, affiancati da un insolito petit manseng, una varietà aromatica molto diffusa nel Jurançon. Tra i rossi, Haas, pur producendo un lagrein ,  un merlot e l’Istante, un taglio bordolese,  ha una grande predilezione per il pinot nero, del quale, oltre alla sua cuvée di base (comunque ottima) ,  elabora negli anni più favorevoli una selezione delle migliori uve, impreziosita dall’etichetta del pittore Riccardo Schweizer, di cui porta il nome. A questi due vini si è recentissimamente aggiunta una nuova selezione di alta gamma, il Ponkler, ed altri progetti sono in preparazione. Haas, infatti, ha piantato un altro vigneto all’altezza di 1.150 metri per il “suo” pinot nero, che reclama climi freschi. Vignaiolo della VII generazione della famiglia Haas, che ha fondato l’azienda nel 1880, Franz   (secondo una tradizione alto-atesina tutti i titolari che si sono succeduti portano quel nome), può contare su una riserva  55 ettari di vigna (di proprietà o in affitto oppure di conferitori abituali), che gli consentono di proporre  una gamma abbastanza ampia (una quindicina) di vini. Tutti di grande affidabilità. I lettori non si facciano però sfuggire il delizioso Moscato rosa, dai profumi davvero inebrianti.

Franz Haas, via Villa n. 6, 39040 Montagna (BZ), www.franz-haas.com