BottiglieCon il caldo estivo i vini bianchi , serviti a temperatura fresca (ma non ghiacciati) si fanno apprezzare ancora di più. Tra questi i vini a base di verdicchio, una delle varietà più vocate ad accompagnare la cucina di mare, occupano sicuramente un posto di favore. Non sono però ciò che i francesi chiamano, anche un po’ spregiativamente, “vin de soif” , anche se la beva è molto piacevole, perché sono vini tutt’altro che semplici e non si limitano a dissipare la sete: la loro sapidità minerale li rende molto distintivi anche se non sono spiccatamente aromatici, come lo sono il sauvignon o il riesling, e sono certamente tra i vini più longevi del nostro territorio provenienti da uve a bacca bianca.

Ne è una splendida dimostrazione il Verdicchio Castelli di Jesi riserva classico San Paolo dell’azienda Pievalta di Maiolati Spontini, piccolo comune della provincia di Ancona, appollaiato sui pendii della Valle dell’Esino, il fiumicello che taglia il territorio del Verdicchio dei Castelli di Jesi nella direzione Ovest-Est. VigneL’azienda agricola, interamente a regime biodinamico secondo la filosofia della casa madre (la franciacortina casa spumantistica Barone Pizzini), con la grande maggioranza delle sue vigne (in tutto sono circa 26,5 ettari), si trova per la maggior parte (21.5) sulla riva sinistra dell’Esino, ma San Paolo, una delle più vocate di questo territorio, si trova sull’altro lato, in contrada Follonica, in altura, in una zona molto ventilata, caratterizzata da un suolo ricco di arenaria. Benché tutti i Verdicchio prodotti da Pievalta (la cantina è ottimamente condotta da Alessandro Fenino, enologo-agronomo, e Silvia Loschi) siano di grande purezza e precisione, il San Paolo è indubbiamente il fuoriclasse dei tre, più intenso e austero, bisognoso di lunghi tempi di affinamento, ma di spiccata personalità. Durante la nostra visita abbiamo avuto modo di assaggiare quattro vendemmie (la 2018 e la 2017, ancora in affinamento, sia in acciaio che in legno, la 2016 e la magnifica annata 2010).

Fusto 2018E’ ancora troppo presto per giudicare i vini non ancora in bottiglia, anche se sono perfettamente distinguibili le caratteristiche del cru, con la sua purezza cristallina e la sua spiccata sapidità minerale; il vino del 2016 è ovviamente già più a punto, anche se destinato a migliorare ancora con un ulteriore affinamento in bottiglia, ma protagonista assoluto della degustazione, nella quale abbiamo assaggiato anche gli altri due Verdicchio della casa, il Pievalta e il Dominé, nella loro annata più recente (rispettivamente la 2018 e la 2017) e nella stessa annata 2010, è stato il San Paolo 2010: semplicemente magnifico, quando gli altri, pur se molto onorevolmente, cominciavano ad arrancare un po’, teso e dinamico, dal colore paglierino dorato, mandorla bianca e un tocco di marzapane al naso, di esemplare purezza e ancora energico, con una ulteriore prospettiva temporale davanti a sé. Di grande precisione ed equilibrio gli altri due Verdicchio, entrambi buone espressioni territoriali, con una lieve preferenza, da parte mia, per il Dominé, proveniente dalla più grande (5,31 ha.) delle parcelle che circondano la cantina, Chiesa del Pozzo, caratterizzate da un suolo argilloso-calcareo: un ottimo Verdicchio, di buona struttura e dalla mineralità ben integrata, fresco ed appagante al sorso. Pur se ovviamente dominante, il verdicchio non è però l’unica uva coltivata a Pievalta: una parcella, Costa del Togno, di poco meno di un ettaro e mezzo, è dedicata a malvasia e trebbiano, mentre a Campo del Noce, 1.5 ettari, situato tra la Chiesa del Pozzo e Costa del Togno, sono coltivate le uve rosse (montepulciano) , con cui viene prodotto un saporito Marche rosso da apprezzare su salumi e formaggi locali. Tra gli altri prodotti dell’azienda merita una menzione lo spumante Dosaggio Zero Perlugo (non dimentichiamo che dietro Pievalta è una reputata casa spumantistica della Franciacorta), da uve verdicchio, di esemplare freschezza e sapidità, molto piacevole nella sua delicata cremosità. Tutti i vini menzionati , a parte il San Paolo, appena al di sopra dei 15 euro la bottiglia in enoteca, costano una decina di euro o poco di più, il che li rende ottimi candidati come vini quotidiani di grande qualità.

CornoPievalta (150.000 bottiglie l’anno di produzione all’incirca) è nata nel 2002 per volontà del Barone Pizzini. Tutte le vigne (quelle originarie risalgono agli anni ’70) sono organic e, dal 2005, a conduzione biodinamica. Non facendosi impiego di coadiuvanti animali (anche per la chiarifica) i vini sono tutti confromi alle richieste di un protocollo vegano.Rispetto dell’ambiente e una rigorosa semplicità dei metodi di conduzione delle vigne e delle pratiche in cantina ne fanno un sito di grande affidabilità.

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Pievalta, Frazione Moie, via Monteschiavo, 18, www.pievalta.it