Egly 1Può sembrare curioso che qui scelga di parlare di una cuvée costituita per il 100% da Pinot Meunier, anche perché prodotta da uno dei migliori vignerons della Grande Montagne de Reims, il Domaine Egly-Ouriet, che possiede 8 dei suoi 12 ettari di vigna nel grand cru Ambonnay, e altri due e mezzo a Bouzy e Verzenay (anch’essi grand cru ), terroir nel quale si producono Pinot noir tra i più affascinanti dell’intera Champagne. Intendo il Vignes de Vrigny, una cuvée proveniente da alcune vecchie parcelle di Pinot Meunier, vendemmiate perfettamente mature con rese bassisime, in una piccola tenuta a Vrigny.

Il Pinot Meunier, infatti, è una varietà d’uva che rappresenta poco meno di un terzo (32%) di quelle coltivate per la produzione di Champagnes, seconda per quantità solo al Pinot nero (38%), ma è considerata di gran lunga la Cenerentola tra le tre varietà principali della regione, e perciò raramente vinificata in purezza. Esso deve il suo nome alla superficie pruinosa che ricopre i suoi acini, facendoli sembrare come ricoperti da un velo di farina (meunier significa mugnaio), è vigoroso e resistente anche a condizioni climatiche difficili, e, per il suo carattere fruttato, contribuisce alla piacevolezza dei blend. Preferisce i suoli in prevalenza argillosi, come quelli della Vallée de la Marne, dove arriva a rappresentare il 72% delle uve coltivate, e si distingue per una nota più vegetale, che lo rende talvolta leggermente più rustico. Quasi sempre utilizzato in blend con il pinot noir e lo chardonnay, il meunier ha trovato in Françoise Bedel e suo figlio Vincent degli interpreti in grado di valorizzarlo appieno. In tutte le loro cuvées il meunier è infatti protagonista, ma nella cuvée Dis,“Vin Secret”, esso costituisce il 90% del blend, mentre il restante dieci per cento è ripartito tra il pinot noir e lo chardonnay. E’ uno Champagne non millesimato molto gastronomico, prodotto con le uve di parcelle calcareo-marnose di Crouttes-sur-Marne (sull’estremo lato occidentale della Vallée, praticamente quasi equidistante tra Parigi ed Épernay), coltivate in biodinamica. Affinato lungamente sui lieviti, è ampio e generoso, con un frutto opulento. Quasi assente nella Côte des Blancs, il Meunier è invece molto diffuso nella Montagne de Reims, e in particolare nella cosiddetta Petite Montagne, dove rappresenta circa il 50% delle uve coltivate. Quest’ultima si colloca sul lato occidentale della Montagne de Reims (il nome non inganni, raggiunge solo i 280 metri sul livello del mare nel suo punto più alto), separata dalla Grande Montagne dalla D951, la strada che conduce da nord a sud da Reims ad Épernay. Il meunier della Montagne è alquanto diverso da quello della Vallée de la Marne, e non solo perché i suoi sono suoli più montagnosi, e meno vicini al fiume: ha più struttura e profondità, mentre quello della Vallée é più fruttato e rotondo. I suoli nella Petite Montagne sono molto diversi da un comune all’altro e non tutti sono ugualmente adatti al meunier, che predilige i suoli sabbiosi. Alcuni sono più adatti invece al pinot nero, che viene preferito anche perché ritenuto maggiormente idoneo per produrre delle cuvées di maggior prestigio. Nella regione il meunier ha però trovato grandi interpreti a Gueux, dove Jérome Prévost, nella sua La Closerie, produce il suo esemplare Les Béguines, da una vigna singola, e appunto nella vicina Vrigny. Francis Egly, quarta generazione di una famiglia di vignerons che produce Champagne (all’inizio solo per la famiglia e gli amici) dagli anni ‘50, elabora la sua cuvée con le uve di una vigna vecchia di oltre 40 anni, caratterizzata da un suolo con relativamente poca sabbia, costituito principalmente da calcare e argille calcaree. Il meunier, vendemmiato tardivamente, dà uno champagne ampio e profondo, privo di quelle note vegetali che talvolta rendono le cuvées di solo meunier un po’ crude. Di purezza cristallina, questo champagne ha tutto ciò che si ricerca in uno champagne: freschezza, tensione, mineralità, profondità, unite ad un aroma intenso e piacevolissimo nel quale si riconoscono la ciliegia e la susina e un elegante tocco speziato. Diversamente dall’opinione corrente, che vorrebbe i vini da meunier poco adatti all’invecchiamento, essi sembrano evolvere più rapidamente perché si aprono prima, ma poi si stabilizzano e , se ben vinificati, si conservano a lungo freschi ed energici.

Vignes de Vrigny 1Il Vignes de Vrigny (92/100, 65-70 euro in enoteca) è un piccolo gioiellino che completa una gamma di eccellenza di questo Domaine, che produce alcune delle più affascinanti cuvées della Montagne de Reims, nelle quali l’eccezionale Pinot noir di Ambonnay è assoluto protagonista. Tra queste, naturalmente, il raro Blanc de Noirs Grand Cru, 100% Pinot noir, ma anche il millesimato (nel quale è anche un 30% di chardonnay) è ad altissimi livelli. Con lo stesso uvaggio (70% pinot noir e 30% chardonnay) è anche la cuvée “di entrata” nella gamma, il Brut Tradition, meno impegnativa nel prezzo, ma anch’essa un grande champagne. Tra le altre cuvée prodotte da questo Domaine non vanno assolutamente trascurati il Rosé Grand Cru, di notevole spessore, e il V.P. Extra- Brut , dove V.P. significa Vieillissement Prolongé (5-6 anni sui lieviti) , di grande complessità e completezza. Tutte le cuvées di Egly-Ouriet sono però caratterizzate da lunghi affinamenti (36-45 mesi sui lieviti). Prodotte da uve che Francis Egly vendemmia sempre molto mature, sono vinificate in fusti borgognoni usati (acquistati dal Domaine Dominique Laurent, di Nuits-Saint-Gorges), impiegati sia per conferire più struttura e longevità ai vini, sia per facilitare la vinificazione separata delle uve dei diversi terroir. La malolattica viene effettuata oppure (più spesso) no a seconda delle annate. Tutte le cuvées effettuano un lungo affinamento sui lieviti (8-10 mesi) in legno e 3-4 anni in bottiglia e hanno dosaggi molto bassi. Il Domaine non ha alcuna certificazione biologica o biodinamica, ma adotta metodi di coltivazione il più possibile rispettosa dell’ambiente, con una cura puntigliosa della vigna e una quantità minima di trattamenti.

Infine, nella Champagne non si producono solo spumanti. Quando il clima lo permette, qui possono nascere anche grandi vini fermi da chardonnay e pinot noir. Il Domaine Egly-Ouriet produce infatti un Ambonnay rouge (100% pinot noir), Les Grandes Côtes, in grado di rivaleggiare con i migliori vini della Côte de Nuits. Purtroppo anche nel prezzo.

Domaine Egly-Ouriet, 9-15 Rue de Trépail , 51150 Ambonnay . Non ha sito web, ma solo un indirizzo Facebook.