Monsupello ATradizionale meta del fuori porta milanese per chi ricercava il vino da acquistare per il consumo familiare, l’Oltrepò Pavese, rappresenta quella parte della Lombardia situata a sud del Po, letteralmente incuneata tra il piacentino emiliano e il tortonese piemontese. Si tratta di un territorio nel quale il vino si produce da sempre e che avrebbe ottime potenzialità, ma che oggi stenta a conquistare lo spazio a cui potrebbe aspirare, soffocato dalla maggiore notorietà della vicina Franciacorta. Qui il vino buono e neanche tanto costoso non manca, e non solo nel campo degli spumanti , una tipologia nella quale indubbiamente eccelle. In Oltrepò si producono anche buoni vini fermi dalle varietà locali, croatina e barbera, ma anche pinot nero , riesling , che da soli rappresentano quasi l’80% delle aree vitate, e poi moscato, uva rara, vespolina, e naturalmente chardonnay, anche se presente in misura assai minore che nella Franciacorta.

Qui si producono alcuni dei pinot nero fermi più interessanti d’Italia (ad es. il Noir della Tenuta Mazzolino e il Giorgio Odero di Frecciarossa), ma gli spumanti, bianchi e rosé nei quali quest’uva è rappresentata in modo importante sono in molti casi molto ben fatti. Come il Brut Nature della Monsupello, un’azienda storica, che ha radici antiche nella zona. Sono passati infatti oltre 125 anni (era il 1893) quando la famiglia Boatti curava le sue vigne in località Cà del Tava nel comune di Oliva Gessi, tra Casteggio e Montalto Pavese. Ma il grande sviluppo l’azienda, che nel frattempo aveva acquisito il Podere La Borla nella vicina Torricella Verzate , fu quello conseguito grazie all’ impegno e all’ intelligenza imprenditoriale da Carlo Boatti, che, nel 1959 acquistò nuovi terreni a Casteggio, Redavalle e Pietra de’ Giorgi, realizzò nuovi impianti e ammodernò le strutture della cantina. Oggi la Monsupello può contare su una superficie vitata importante (55 ettari) e una produzione annua vicina alle 300.000 bottiglie. Ora, a occuparsi dell’azienda sono i figli Pierangelo e Laura, con la madre Carla, e il direttore tecnico Marco  Bertelegni. Provatelo, questo Pinot nero Nature, e provate anche gli altri spumanti , come il Brut rosé e la Cuvée Cà del Tava. Sono circa 70.000 le bottiglie prodotte della sua cuvée più conosciuta, spesso la sola di spumante dell’Oltrepò che troverete nella carta dei vini dei ristoranti fuori regione, solitamente dominati dallo strapotere dei Franciacorta e dei Trento classico.

Monsupello RSi tratta di un metodo classico a dominante pinot nero (90%), a cui concorre una piccola percentuale di chardonnay. E’ uno spumante vigoroso, di buona struttura, marcato dal pinot, dal colore giallo paglierino, con una lieve sfumatura ramata, dalla spuma generosa, ovviamente molto secco (meno di 3 gr. di zucchero), di buona intensità ,con una accentuata vena salina. Al naso crosta di pane, nocciola e lievi evocazioni di frutti di bosco, derivanti dal pinot. Insomma uno spumante molto piacevole, ma non piacione, adattissimo da consumare come aperitivo, ma anche sulla tavola (provatelo su dello storione un po’ affumicato), in grado di reggere più che dignitosamente anche pietanze consistenti. Costa sui 17-18 euro in enoteca, prezzo più che giustificato per la sua qualità.

Monsupello, via San Lazzaro 5, 27050 Torricella Verzate (PV), www.monsupello.it