2624 champagne oeil de perdrix di jean vesselle recensione scheda tecnica prezzo abbinamentiNonostante la secca bocciatura di Amélie Nothomb, secondo la quale chi ha inventato gli champagne rosé è riuscito a fare il contrario del sogno degli alchimisti, “trasformare l’oro in granatina”, ho sempre amato questa tipologia di vino, naturalmente quando è ben realizzata. La storia degli champagnes rosé ha avuto alti e bassi, ma come ha raccontato Bernard Burtschy su “Le Figaro”, ha origini antiche quanto le versioni in bianco, e, specie negli ultimi anni, la loro richiesta appare in costante ascesa.

Li amava, a quanto pare, Napoleone, che -si racconta- nel 1801 acquistò un lotto di 100 bottiglie di “Rozé” di Jean-Rémy Moet. Non si trattava del primo Champagne rosé, perché risulta che nel 1764 la maison Ruinart vendette un bel po’ del suo 1762 in Germania . Più avanti (nel 1818) la famosa vedova Nicole Barbe Clicquot, nei cui archivi era registrata una vendita di champagne rosé già nel 1775, cominciò a produrne aggiungendo vino rosso nell’assemblage. Quello di Ruinart era invece, a quanto sembra, uno champagne “oeil de perdrix” prodotto per saignée. La tradizione di questa antica tipologia di champagne “taché” (macchiato), di colore leggermente ambrato, probabilmente il rosé di quel tempo, è oggi perpetuata ad alto livello dalla Maison Jean Vesselle di Bouzy (attenzione in questo comune ci sono molti Vesselle che producono champagne: Georges, Maurice, Alain…), che propone una cuvée 100% pinot noir grand cru di Bouzy dal bellissimo colore ambrato e dal seduttivo aroma vinoso del pinot. Vesselle lo considera un “blanc de noir” piuttosto che un rosé, a sottolineare il colore caratteristico del suo Champagne , diverso anche dal classico gris: un tempo era impossibile produrre uno champagne bianco da pinot noir, e piuttosto esso era tra il salmone e il paillé. Ma blanc de noir o rosé che si voglia, questo Champagne è una delizia: morbido ed equilibrato, ha aroma complesso, che sente le rose , la buccia d’arancia, frutti rossi, nuances leggere d’erba, sul palato è vibrante, minerale, pepato. Ha grinta e freschezza da vendere , è uno champagne ottimo da aperitivo, ma splendido a tavola. Bouzy è , con Ambonnay, una delle capitali del pinot noir della Montagne de Reims e dell’intera Champagne. Qui questa varietà coprea quasi per intero le superfici vitate (tra l’80 e il 90%): le vigne sono tutte esposte a sud, ben soleggiate, ideali per la maturazione ottimale del pinot in una regione tradizionalmente fredda. Era probabilmente per la maturità delle sue uve che il pinot di Bouzy era apprezzato. La distanza dalla Marna mantiene però loro la caratteristica di vini di ”montagna”, nonostante essi appaiano più maturi e full-bodied di quelli di Ambonnay, che hanno piuttosto un’esposizione a sud-est. I suoli poggiano su un ampio zoccolo di gesso e hanno una profondità molto variabile, da mezzo metro a tre: quelli in cui il sostrato gessoso è più vicino alla superficie sono adatti a produrre i modesti quantitativi di chardonnay di questo comune, ma quelli più profondi sono ideali per il pinot noir. Il Domaine Jean Vesselle (oggi è Delphine a occuparsene) possiede circa 13 ettari di vigna, per il 90% pinot noir, dei quali 7 a Bouzy e il resto a Loches, nella Côte de Bar.Si tratta di una piccola cantina storica : i Vesselle sono infatti recoltants-manipulants che producono champagne da almeno 300 anni. L’Oeil de Perdrix (costo in enoteca 38-40 euro) fermenta in acciaio e resta circa dieci anni sui lieviti, ma non è millesimato, se non eccezionalmente (come nel 1999): diversamente il Petit Clos, uno champagne single-vineyard prodotto con le uve di una parcella di 30-40 anni situata proprio a fronte della Maison, è fermentata in barrique senza effettuare malolattica. La gamma del Domaine prevede altri due champagne, il più semplice dei quali è l’Extra-Brut, a basso dosage o non-dosé, e il Prestige Brut, prodotto interamente con uve di Bouzy.

Champagne Jean Vesselle, 4 rue Victor Hugo, 51150 Bouzy, www.champagnejeanvesselle.com/