Bellelli copertina 1In questi giorni di “arresti domiciliari” per l’emergenza Coronavirus c’è poco altro da fare che leggere. Perciò Worldwineweb ha deciso di regalare ai suoi lettori una delle “nuove interviste impossibili” da me fatte nella veste di cronoviaggiatore immaginario del XXI secolo: quella a Samuel Pepys, il più famoso diarista britannico, testimone della Great Plague, l’epidemia di peste del 1655 a Londra e del grande incendio che devastò la città l’anno dopo.Un personaggio dai molti talenti, tra i primi a parlare dei vini di Haut-Brion. Nel racconto i lettori avranno modo di partecipare con la fantasia anche ad una cena al Pontack’s Head, il famoso ristorante londinese aperto dalla famiglia Pontac, proprietaria dello Château Haut-Brion per far conoscere il suo “new claret”. Compagni di tavola di eccezione di Pepys: Christopher Wren, scienziato e architetto , incaricato di ricostruire la Cattedrale di St. Paul dopo il Great Fire del 1666, e Isaac Newton.

L’intervista completa con i suoi annessi si trova nel volume “Interviste (ancora più) impossibili davanti a un bicchiere di vino”, Bari, Adda Editore (2015), e segue quello delle “Interviste impossibili davanti a un bicchiere di vino pubblicato dallo stesso editore (2013), che ringrazio.

La governante mi fece attendere in Biblioteca: la famosa biblioteca di Samuel Pepys, probabilmente la più importante biblioteca privata del XVII secolo che sia arrivata ai nostri giorni. Sì, perché ora questa magnifica biblioteca, con più di 3000 volumi, per non parlare dei preziosi manoscritti di epoca medievale e degli incunaboli, è conservata presso il Magdalene College,nel quale egli aveva compiuto parte dei suoi studi, nel famoso Pepys Building, a lui intitolato.

Pepys arrivò quasi subito. Non ci volle molto tempo perché trovassi conferma della descrizione che ne avevo letto: un uomo socievole, brillante e curioso.

“Ma bene, bene. Mi fa veramente piacere di conoscerla, Mister, mister.. Mi scusi la mia memoria non è più quella di una volta ”

“Non se ne dia pena” dissi ripetendogli il mio nome con un sorriso

“Sì, certo. Ma si segga, si segga, la prego. Non vorrà restare tutto il tempo a bocca aperta davanti agli scaffali”. Poi disse: “I libri mi sono sempre piaciuti. Una delle poche cose buone che posso permettermi. Purtroppo mi piace anche giocare, e il vino è una delle mie passioni. Ogni tanto faccio solenni promesse di diventare più virtuoso e sobrio, ma proprio non ci riesco”.

“La sua vita è stata molto avventurosa, e non sono certo mancati momenti drammatici”

“Beh, giudichi lei…Non avevo neppure compiuto 16 anni che assistetti all’esecuzione, da parte dei seguaci di Cromwell, di re Carlo I, e non fu un bello spettacolo. Poi ci sono state le guerre con gli olandesi, la Great Plague del 1655, e l’anno dopo il grande incendio di Londra. A causa di false accuse fabbricate dai miei nemici, dovetti dimettermi dalla mia carica di Segretario all’Ammiragliato e fui perfino rinchiuso per un paio di mesi nella Torre di Londra con l’accusa di tradimento a favore della Francia [1]. Pensi, che mi accusarono, tra l’altro, anche di essere un papista. Poi naturalmente fui rilasciato, ma dovetti aspettare quasi un anno per essere completamente riabilitato. Potrei aggiungere anche qualche problema di salute, come l’intervento chirurgico alla vescica che dovetti affrontare in gioventù per liberarmi da alcuni dolorosissimi calcoli, che in molti mi dicevano azzardato… In ogni modo sono sempre stato un giocatore, e non ho paura dell’azzardo. Mi operai e l’intervento andò bene, tanto è vero che sono qui “

Poi aggiunse: “Mi sentii davvero rinascere, e per molti anni ho festeggiato l’anniversario della mia liberazione. Era la mia stone fest, alla quale partecipavano naturalmente il chirurgo che mi operò, Thomas Hollier, e mia cugina Jane Turner, nella cui casa di Salsbury fui operato..Sono fatto così: mi piace rallegrarmi delle cose positive, e cerco di non dimenticarlo anche nelle circostanze difficili. E’ una cosa che mi ha sempre aiutato in tutte le situazioni”.

“Nella sua carriera politica ha ricoperto anche molte cariche importanti”.

“E’ vero.Quelle non mi sono mancate. Eppure non provengo da una famiglia altolocata o di origini nobili. Mio padre era un sarto, e mia madre la figlia di un macellaio. Io ero il quinto di 11 figli, ma in pratica sono presto diventato il fratello più grande. Gli altri che mi precedevano erano già tutti morti. Dopo la laurea, che conseguii a Cambridge , presso il Magdalene College, entrai a far parte della famiglia di un mio lontano zio, un cugino di mio padre, Edward Montagu, che mi aiutò molto avviandomi alla carriera politica. Fu con lui che andai in Olanda a richiamare Carlo II perché tornasse a occupare il posto che gli spettava. Era la primavera del 1660: Cromwell era morto da un pezzo, e il figlio, Richard, che era di tutt’altra pasta, cadde presto insieme al suo governo repubblicano”

“Lei è sempre stato fedele a Carlo II”.

“Sì, credo di aver servito lui e il Regno con la massima lealtà, nonostante le accuse che mi rivolsero e che mi fecero rinchiudere nella Tower. Non erano anni facili e difatti di lì a poco scoppiò di nuovo la guerra con l’Olanda, la quarta in meno di trent’anni … Specie agli inizi, il re si comportò molto bene.La sua dichiarazione di Breda, con la quale assicurava il perdono ai suoi vecchi nemici convinse tutti, e poi la gente non ne poteva più degli eccessi radicali di Cromwell e dei suoi seguaci.Con me fu generoso. ... MI chiedeva delle cariche. Non ricordo neppure io più quelle che ho avuto.Il mio primo incarico fu quello di Clerk of the Acts, cioè segretario, del Navy Board del Regno, l’organo di coordinamento della Marina del Regno.Poi ne ricevetti molti altri, anche all’estero, come la missione a Tangeri. Sono stato membro del Parlamento per Castle Rising, Sandwich e Harwich, ma sono sempre rimasto molto legato alla Marina, nella quale ho svolto importanti compiti amministrativi, e, durante la Guerra con gli olandesi, che perdemmo malamente, feci la mia parte. Mi spiace dirlo, ma ero circondato da incompetenti . Gli olandesi erano migliori di noi in tutto e meritarono la vittoria. Certo la loro spedizione di Medway fu una brutta umiliazione. Gli olandesi , risalendo il Tamigi, intercettarono e colarono a picco l’intera flotta inglese, che non si aspettava l’attacco, risparmiando solo la nave ammiraglia, che si portarono dietro fino ad Amsterdam come trofeo”.

“Tutti questi avvenimenti sono descritti nel suo famoso Diario ?” Gli domandai fingendo di non sapere la risposta per stimolarlo ad aggiungere altri dettagli.

“Solo per un arco di dieci anni, dal 1660, precisamente dalla notte di Capodanno del 1659, al 31 maggio 1669. Mi dispiacque molto interromperlo, ma dovetti farlo, a causa dei problemi della mia vista”.

“Quando cominciò a scrivere il suo Diario, pensava di pubblicarlo?”

“Certamente no. Nel mio diario erano descritti non solo avvenimenti pubblici, ma anche privati e talvolta abbastanza spiccioli. Era un diario personale , ma essendo un uomo che aveva ruoli pubblici e che aveva molte relazioni, ovviamente riferiva di fatti ed episodi della vita politica e sociale del tempo”.

“ Però dicono che lei trascrivesse il suo diario in bella copia , dopo averne fatto una prima versione grezza, e ne fece rilegare i diversi volumi. Perché, se il diario doveva restare strettamente personale?”

“Beh, perché , anche se non avevo l’intenzione di renderlo pubblico stampandolo, pensavo che avrebbe potuto essere interessante per i posteri. Nel diario si parlava anche di eventi molto importanti, così come venivano interpretati da un protagonista, quale penso di essere stato. E forse, chissà, un po’ anche per narcisismo”.

“Quali sono gli eventi più importanti di cui è stato testimone e che ha descritto nel suo diario?”

“Beh, il diario comincia con un evento di primo piano, quale il ritorno del re d’Inghilterra, Carlo II. Poi si parla della guerra con gli olandesi, la seconda, dopo quella combattuta e vinta da Cromwell, e naturalmente dell’epidemia di peste che si abbatté su Londra nel 1665 e il Great Fire dell’anno dopo”.

(Continua)

[1] Fu nel maggio del 1679, e l’anno dopo sarebbe scoppiata la quarta guerra anglo-olandese, appena sei anni dopo che era stata chiusa la terza con il trattato di Westminster. Erano anni turbolenti: l’anno prima dell’arresto di Pepys, un ex-gesuita diventato pastore anglicano, Titus Oates, aveva denunciato pubblicamente un complotto papista , ricordato da allora come “The Popisch plot”, di cui sarebbe stata complice la stessa regina, Caterina. Il complotto, a quanto sembra, non c’era stato, ma saltarono diverse teste di cattolici probabilmente innocenti.