Terre de Vins, no. 63, Janvier-Février 2020, € 6.00 in Francia, € 7.10 in Italia

TdV 63In copertina: Languedoc innanzitutto. Poi intervista a Patrick Bruel , Dossier Formazione, Crus bourgeois . Questi i titoli. Più il cahier spécial dedicato alle cooperative. Cominciamo con il Dossier di Laura Bernaulte dedicato alla formazione alle professioni del vino. Ci sono molte novità, rispetto a quello precedente: corsi a Kedge Wine (masters costosetti, tra 7.900 e 26.900 euro), nuova licence Pro all’Istituto universitario della vigna e del vino di Dijon, la scuola Magnum Institute (Paris, Bordeaux, Lyon), nuovi corsi all’Institut Georges Chappaz Université de Reims, lusso e vino all’ESG di Bordeaux, nuove formazioni brevi all’ISVVV.

Dodici pagine a colori di proposte, programmi, prezzi. Segue l’intervista a Patrick Bruel (alias Maurice Benguigui),cantante, attore e giocatore di poker. E un Domaine oleoviticolo nella Vaucluse, Il Domaine de Léos . Bruel racconta a Sylvie Tonnaire e Rodolphe Wartel la sua scoperta del vino, le sue preferenze,la sua cantina personale, i concerti, i suoi progetti per il Domaine di famiglia. In questo numero Terre de Vins incontra anche altri personaggi del vino. Per la serie “Talent”, Idelette Fritsch intervista Patricia Boyer-Domergue e sua figlia Cécile che hanno ridato vita ai vitigni rari e dimenticati del Languedoc nel loro Clos Centeilles. L’ambizione dei crus Bourgeois, dopo il nuovo classement, è al centro dell’intervista a Olivier Cuvelier, Presidente dell’Alliance des Crus Bourgeois di Bordeaux. Poi, “Sur le divin” è Jean-Claude Mas (abbiamo già detto delle sue recenti interviste a Decanter e En Magnum) a parlare del suo impero nel Languedoc . Ed ecco, come sempre, la Saga. Questa volta si parla della famiglia Bonfils: Algeria, Languedoc, Roussillon, Bordeaux. Quattro generazioni nel mondo del vino, 17 Domaines per complessivi 1.600 ettari, esportazioni in 40 paesi. Restiamo in Languedoc anche nell’articolo che segue, la grande degustazione dei vini dell’annata 2018: “Sans reproches”. Si tratta di un’ampia rassegna, che copre tutte le principali denominazioni di questa regione, da Cabardès alle Terrasses du Larzac. Qualche coup de coeur di TdV: ben 19/20 (per soli € 9.90) per Le lion des Corbières del Domaine Auriol e 18.5/20 ( e 13.90 euro) per la Cuvée Tradition di Mas Brunet . Ma, specie tra i rossi, sono molti i vini che raggiungono o superano i 17/20, venduti a prezzi molto interessanti. Altre degustazioni più ristrette: Geoffroy Orban illustra gli champagnes adatti ai formaggi , poi Jean-Michel Brouard e Laure Goy presentano rispettivamente i vini di Rivesaltes e Cahors. Il Languedoc è protagonista anche nell’Escapade di Anne-Sophie Térond a Saint-Chinian (la formula è quella solita: introduzione, Domaines, indicazioni pratiche per la visita), mentre l’itinerario “nel mondo” porta i lettori di TdV a Santorini alla scoperta dell’assyrtiko. La gastronomia è presente in questo numero con la cucina di Garopapilles, dove Tanguy Laviale si è ormai imposto come figura “montante” della ristorazione bordolese, e le rubriche degli abbinamenti (i vini della Mimolette e quelli per la cucina ai porri). Si è detto del supplemento dedicato alle cooperative, comprendente una serie di ritratti e un’ampia selezione dei migliori vini di cantine cooperative. Poi ci sono naturalmente, come sempre, le rubriche, le notizie, gli appuntamenti, e si chiude con le coulisses di Pierre Arditi (ricordo di André Daguin, chef all’Hotel de France di Auch).