Pieropan 1Il Soave é probabilmente il vino bianco italiano più conosciuto all’estero, fra i migliori in assoluto, insieme con il Fiano di Avellino e il Verdicchio marchigiano. Il nome non deriva da una sua presunta “soavità“, ma dalla tribù longobarda degli Svevi che si insediò nella regione alla caduta dell’Impero romano. Parliamo dell’area compresa tra San Martino Buonalbergo e San Bonifacio, ad est di Verona. A nord di quest’ultimo comune si trova il territorio del Soave “classico”, sparso intorno alle cittadine di Soave e Monteforte d’Alpone.

L’uva protagonista del Soave é la garganega, una varietà molto diffusa nel Veneto occidentale, che è alla base anche di altre apprezzate DOCG e DOC venete, come il Gambellara e il Bianco di Custoza. Nel Soave, alla garganega è tradizionalmente associato, fino al 30%, il trebbiano di Soave (che poi è il verdicchio), ma il disciplinare ammette , nella stessa percentuale, anche lo chardonnay, nonché (fino ad un massimo del 5%) altri vitigni non aromatici “idonei alla coltivazione per la provincia di Verona”. La garganega dà vini di non comune personalità, dai toni delicati di fiori bianchi e frutta gialla matura e agrumi, con una gradevole evocazione di fieno, nonché tra quelli maggiormente capaci di invecchiare tra i nostri bianchi: con l’età richiama un grande chenin blanc della Loira. Si tratta di una varietà generosa, la cui produttività va tenuta sotto controllo, e alquanto tardiva: nonostante il riscaldamento climatico è infatti vendemmiata generalmente in ottobre. Dei vini di Soave la famiglia Pieropan, con Gini, Suavia, Coffele, Inama e altre, è una delle migliori cantine produttrici. A noi piace moltissimo il Soave classico DOC che i Pieropan producono dalle loro vigne a pergola veronese   situate nella zona collinare del Soave classico, a 100-300 m. di altitudine, esposte a est : scomparso Leonildo, nel 2018, sono subentrati i figli Andrea, agronomo, e Dario, enologo, che proseguono l’opera del padre Leonildo, un tempo denominato il grande orologiaio. Anno dopo anno, anche nel complicatissimo 2018 bagnato dalle piogge, e nel siccitoso 2017, già colpito dalle gelate, la cuvée d’ingresso nella gamma dei Pieropan, si conferma nel gruppo dei migliori. Il vino del 2019, da poco in enoteca, non fa eccezione. Un’annata finalmente normale, a parte il freddo e le piogge di maggio: fresco e delicato, dal colore giallo paglierino luminoso, naso floreale con note di agrumi, mele golden e sambuco, secco e sapido, molto equilibrato, promette per il meglio, anche se, come sempre, un po’ di tempo in più in bottiglia gli sarà di giovamento. Ottimo su uova e verdure e sulla cucina di pesce. Dei due cru di Soave dei Pieropan ho un debole per il Calvarino, stesso blend, ricavato da una vigna vecchia, l’antico fondo di famiglia, a cui appartiene dal 1900, con ceppi tra i 30 e i 60 anni, su suolo vulcanico, ricco di basalto e tufo a 2-300 m. di altitudine. Naso floreale, con note di sambuco e mela limoncella, è molto armonico ed elegante: una delle migliori espressioni di Soave . Quasi roccioso , come il nome, e speziato , il più austero La Rocca , a differenza degli altri due, vinificati e affinati in cemento, matura per un anno in legno, adatto a una gastronomia ricca, in grado di accordarsi anche a sapori forti. E’ prodotto da uve sovramature di garganega in purezza, dalla vigna , a spalliera, a cordone speronato, di quel nome, situata sulla collina Monte Rocchetta, sopra il castello scaligero medioevale: il terreno è più calcareo, ricco di argilla, e il suo vino è complesso , molto minerale e naturalmente longevo. In carta c’è anche il prezioso Le Colombare, un Recioto di Soave, un vino dolce da uve garganega appassite, al quale i Pieropan tengono molto. La famiglia produce anche vini rossi dalla vigna di Monte Garzon a Cellole d’Illasi , nel territorio della Val d’Illasi : un più immediato rosso Ruberpan, un Valpolicella superiore, in maggioranza da corvina veronese (60%)e per il resto rondinella, corvinone e croatina veronese, e uno strutturato Amarone. Anch’essi buoni, anche se la vocazione della cantina è soprattutto per i bianchi.

Il Soave classico costa in enoteca 10-11 euro. La cantina ne produce circa 300.000 bottiglie all’anno (praticamente i due terzi della sua produzione). Una conferma che non sempre la quantità è nemica della qualità.

Pieropan, via Camuzzoni, n. 3, 37038 Soave (Verona), www.pieropan.it