AsteriasDifficile restare indifferenti davanti a questo Fiano cilentano che profuma di mare e di agrumi. Fresco e suadente, si adatta alle tapas e ai piatti di mare con incredibile facilità, bicchiere dietro bicchiere, invitandoti a quello successivo. Sapido e persistente, con una perfetta corrispondenza naso-bocca, è assai piacevole e compagno irresistibile della tavola. L’abbiamo provato su degli scampetti appena scottati, su una saporita minestra di talli di zucchine, sui formaggi freschi di pecora del luogo e molte altre cose, sempre adattandosi meravigliosamente.

Vigne di Zoe 2

Certo la suggestione del luogo e la compagnia del vulcanico Bruno De Concillis fanno la differenza, ma  l’amicizia e la simpatia per questo viticultore appassionato della sua terra non sono certo la causa del mio entusiasmo. Un bianco perfetto per l’estate, ma ovviamente anche per la tavola d’inverno. E’ un Fiano della costa del Cilento, non a caso con un nome marino, Asterias, che vuol dire stella di mare, ed è per me il vino-bandiera della nuova avventura di Bruno De Conciliis (partner Francesco Domini e Vincenzo D’Orta), la Tempa di Zoé .

Le tempe sono le colline che si affacciano sulla costa e Zoé è naturalmente la vita stessa. Quattro vigne e una manciata di ettari a conduzione biologica  tra Agropoli e Torchiara  per cominciare (si aggiunge ora una parcella di fiano ad Aquara, a 700 metri di altitudine), e tre vini.

ZeroIl primo, il più conosciuto, è lo  Zero, pre-esistente alla Tempa di Zoé, nato una quindicina di  anni fa dalla collaborazione tra Bruno e Vincenzo D’Orta: un supercampano   da uve aglianico, parzialmente appassite, di una vigna di 2 ettari di Torchiara della fine degli anni ’90, poi portati a cinque con i nuovi impianti nel 2015 e nel 2016 . Un rosso di grande volume e intensità, generoso di alcol e di profumi, ma  rotondo e di grande sapidità, un vino da bere a fine cena da solo, o su un formaggio molto stagionato, o meglio ancora- da queste è parti è possibile- su piatti robusti di selvaggina.

L’altro aglianico, il Diciotto,è un Campania Aglianico, fermentato in acciaio e affinato in barriques non nuove di rovere francese per un anno, che sente i profumi della costa cilentana , come la mortella, balsamico e pepato, morbido e molto seduttivo.Diciotto

Perfetto per i piatti di carne e della cucina regionale, ha struttura ben salda, tannini arrotondati e ha anch’esso ottima bevibilità. Infine c’è il nostro campione: naturalmente non si tratta di  un giudizio di valore assoluto, ma di  una nostra preferenza. E’ diverso dai Fiano irpini: più caldo e profumato di frutta e agrumi, non ha la loro austerità minerale, ma una seduttività tipicamente mediterranea, favorita dal clima temperato, ma non torrido delle colline costiere. Nasce dal tipico flysch cilentano: rocce sedimentarie limo-sabbiose con venature di quarzo, argilla più in profondità, suoli nati dal mare che portano un’impronta salina ben riconoscibile nei vini. Un territorio molto adatto alla coltura della vite, in una cornice incantevole, quella del Parco del Cilento, che sta  mostrando ogni anno in modo più convincente il suo valore grazie al  lavoro di un gruppo crescente di giovani  viticultori che, come Bruno, hanno deciso di spendervi il loro impegno  e il loro talento.

Tempa di Zoé , via San Pietro, 84043 Agropoli (SA), www.tempadizoe.it