Lagrein Prestige ADa quando, a causa della pandemia che ancora ci affligge, ho dovuto rinunciare al mio soggiorno  annuale in Alto Adige, è diventato per me meno facile assaggiare le nuove annate dei vini di quella provincia. Dei rossi più dei bianchi, perché , mentre i bianchi, specie da varietà aromatiche, ormai sono ampiamente reperibili in qualsiasi enoteca o bottiglieria nazionale, i rossi  dei vitigni  locali (lagrein e schiava, su tutti) si contano sulle dita. Assaggiando l’ottima cuvée Prestige riserva della Cantina di Bolzano, parliamo dunque di Lagrein.

Di color porpora molto scuro, come suol dirsi, “impenetrabile”, dai riflessi decisamente violacei in gioventù, i vini da uve Lagrein nella versione scura, o Dunkel (ne esiste anche una più delicata versione rosata, il Lagrein Kretzer) , sono corposi,  con tannini robusti che il legno aiuta ad ammorbidire, hanno naso penetrante, ricco di aromi di frutti rossi e neri. Con un tocco finale di amaro, che, se moderato, non risulta sgradevole. Questo di cui sto parlando, prodotto dalla lodevole Cantina cooperativa di Bolzano (224 soci, 350 ettari di vigne), è un Lagrein riserva del 2015 proveniente dalle vigne di Gries, praticamente la città di Bolzano, una delle sue circoscrizioni più popolose (purtroppo lo sviluppo urbano ha fatto strage di molte vigne), sicuramente la più vocata per questa varietà: la migliore, tra quelle autoctone a bacca rossa del territorio (ma anche le schiave, o vernatsch sanno dare belle sorprese). Il colore è ancora giovane, senza decadere nel granato, all’olfatto è balsamico,  saturo di frutti  rossi e neri molto maturi , sul palato è denso, ha una struttura tannica fitta, di buona finezza, con sfumature vanigliate e di cacao, abbastanza fresco anche se proveniente da un’annata calda.

Lagrein Prestige ROttimo per accompagnare piatti di carni rosse e selvaggina. Il Lagrein, come suggeriscono il nome e la sua parentela con il marzemino e il teroldego, proviene molto probabilmente dalla Val Lagarina, pur se anche qui non manca una versione che lo vuole proveniente dalla Grecia, ipotesi però scarsamente suffragata  dall’assenza, in quel territorio, di vitigni simili o appartenenti a varietà aventi origini comuni. E’ un’uva che può dare vini di elevata qualità, sicuramente competitivi con quelli di taglio bordolese, che in Trentino e nell’Alto Adige sono molto comuni. Non facile da  coltivare, sia per la sua scarsa produttività, che per la sua vulnerabilità alle muffe nelle annate umide. Per una varietà che cresce in una delle aree più fredde d’Italia, potrebbe sembrare strano che cerchi il caldo, e di fatti quello migliore proviene da suoli molto calcarei e ciottolosi, per la loro capacità di immagazzinare calore durante le ore  soleggiate e di restituirlo quando la terra raffredda. Gries è la zona migliore, il cru più importante, e non è un caso che alcuni dei migliori in assoluto siano quelli della Cantina del Convento di Muri di Gries. La Cantina di Bolzano, oltre alla riserva Prestige, produce un’altra eccellente cuvée , che prende il nome dal cru Tauber. Anche la cantina di Terlano, per citarne una delle più importanti e con maggiore diffusione nazionale, accanto a un buon Lagrein di base, propone le sue due riserve (di Gries e Porphyr), e, tra quelle di più facile reperimento fuori zona,  sono molto buone anche quelle dell’Abbazia di Novacella e di Alois Lageder.

Una bottiglia della riserva Prestige dell’ultima annata in commercio costa tra i 20 e i 25 euro.

Cntina di Bolzano, Via San Maurizio 36, 39100 Bolzano, www.cantinabolzano.com