Saumur Champigny GermainHo sempre avuto un debole per i cabernet franc della Valle della Loira: i Bourgueuil ,  i Saint Nicolas-de-Bourgueuil e gli Chinon della Touraine, e i Saumur-Champigny del vicino Saumurois (Bourgueuil e Saint-Nicolas sono a una ventina di chilometri). Freschi, fruttati , con  i loro tannini setosi , sono più piacevoli e immediati di quelli del bordolese , dove sono sempre vinificati in assemblage con il cabernet sauvignon o il merlot.

Ma attenzione: niente affatto banali. Nelle loro migliori espressioni sono vini straordinari per complessità e longevità. Nel Saumurois, mentre i Saumur bianchi da uva chenin (specie quelli di Brezé) sono di grande valore, i rossi sono più spesso mediocri: non però i Saumur-Champigny, appellation dove i vini sono solo rossi e dove impera il cabernet franc. Bastino due nomi: il Clos Rougeard, oggi di proprietà Bouygues (già proprietario dello Chateau Montrose a Saint-Estèphe) ) e il Domaine  des Roches Neuves di Thierry Germain.

E’ trascorso un po’ di tempo da quando fui letteralmente deliziato dal confronto tra due delle sue cuvées più emblematiche, Franc-de-Pied e Les Mémoires, entrambi emozionanti: l’una da uve a piede franco , l’altra da una vigna vecchissima. Su tutti gli altri vini, bianchi secchi da uve chenin (l’Insolite, l’Échelier e il mio preferito, Clos Romans), e rossi (a cominciare dalle etichette  “storiche”, Terres Chaudes e La Marginale, fino a quelle più recenti) è riconoscibile  lo stile Germain,  bordolese emigrato in Val de Loire: tutti molto buoni e raccomandabili a occhi chiusi.

Ma stavolta voglio soffermarmi sul vino più semplice della collezione Germain, che si può definire “di ingresso”, il Saumur-Champigny Domaine. Non ho saputo resistere a stappare le prime bottiglie del vino del 2020: giovanissimo ma tutt’altro che acerbo. Fresco di cantina, è semplicemente delizioso anche d’estate, su un ricco piatto di salumi o per accompagnare un barbecue. Un vino gourmand quanto pochi altri, da bere senza preoccupazioni per la sua digeribilità e per il suo costo decisamente abbordabile (una quindicina di euro). Ha la golosa “fruttosità” del cabernet franc, resa più intrigante da una nota piacevolmente silvestre, e una trama tannica sottile e molto fine (90/100).

Poco meno di 30 ettari di vigna, per la maggior parte di cabernet franc (solo 2 ettari e mezzo sono di chenin blanc), interamente coltivati secondo i principi della biodinamica, in parte vecchissimi (quelli de Les Mémoires hanno superato il secolo) , alcuni arati a forza di cavallo. Uve perfettamente mature, estrazioni dolci, uso sapiente di recipienti di legno di grandi dimensioni ed altri (terra cotta). Semplicemente molto buoni.

Domaine des Roches Neuves, 56 Boulevard Saint-Vincent, 49400 Varrains, www.rochesneuves.com