Kratos 2020E’ il mio vino dell’estate: ovviamente non l’unico, ma quello che bevo più spesso e volentieri quando faccio ritorno, in estate, al mio paesello, in Cilento.

A pochi metri dal mare, sotto l’alito leggero della brezza mattutina, davanti a un piatto di alici m’buttunate , non potrei immaginare nulla di più piacevole e rilassante.

Magari, a trovarla, una bottiglia dell’anno prima, che ha avuto il tempo di assorbire il trauma dell’imbottigliamento e di affinarsi, ma va bene così. Il Kratos di Luigi Maffini non è certo solo un vino estivo, anzi… Ora che l’estate è finita e la stagione calda è finita, è ancora più piacevole nella sua giovanile armonia.

Un bianco che abbia spessore andrebbe sempre bevuto almeno nell’autunno dopo la vendemmia e, in molti casi, l’anno dopo e magari due, ma la domanda di vini bianchi “nuovi” (c’è  ancora chi crede che i bianchi-tutti- vadano bevuti entro l’inverno  e magari a temperature polari) fa sì che sulle nostre tavole arrivino dei neonati, di cui si intravedono le future qualità, senza che però venga data loro l’opportunità di svilupparle.

Comunque il Kratos è un bellissimo fiano cilentano, un riferimento sicuro di questo territorio. Trattati sempre un po’ come i fratellini minori di quelli irpini, questi vini sono spesso più piacevoli per la loro maggiore solarità e immediatezza. Non tutti però non hanno complessità. In questo Kratos, invece, insieme con note golose di frutta bianca (pera e albicocca mature, soprattutto) senza eccessi esotici sauvignoneggianti, avverti evocazioni dolci floreali e leggermente mentolate: letteralmente infuso da una elegante vena minerale, sul palato è suadente e di grande finezza. Le uve, 100% fiano, raccolte nelle prime due decadi di settembre, sono sottoposte ad una pressatura soffice, alla  temperatura di circa 16 gradi e affinano per alcuni mesi in serbatoi inox prima dell’imbottigliamento. Bevetelo alla fine della stagione calda e , se ci riuscite, compratene qualche bottiglia in più da conservare in una zona fresca della vostra cantina: avrete delle belle sorprese, anche a distanza di alcuni anni.

Se il Kratos è, con il rosso Kleos il vino prodotto in maggior quantità (Luigi e Raffaella ne producono circa 70.000 più un paio di centinaia di magnum) è tutt’altro che un semplice vino base. Ad esso, commercializzato per la prima volta nel 1996, a partire dalle prime vigne degli anni ’70 della tenuta al Cenito di San Marco di Castellabate, si è poi affiancato il prezioso Pietraincatenata. proveniente ormai tutto dalle nuove vigne impiantate nella vicina Giungano e affinate in parte in barrique con molta attenzione, evitando eccessi legnosi: un bianco di grande eleganza, che,  anno dopo anno, ha conquistato una sua identità precisa. Se i Maffini hanno decisamente mano felice con i bianchi, si potrebbe dire altrettanto dei due rossi a base di aglianico: il Kleos, partner affidabilissimo del Kratos, e il Cenito, che , al pari del Pietarincatenata, mostra un equilibrio e un’eleganza rari nei rossi della zona. Fedeli al principio di non eccedere nel numero di etichette, consiglio di provare anche gli altri due vini della gamma: il Passito, un insolito fiano leggermente appassito e toccato dalla botrytis proveniente dalla stessa vigna del Kratos, e il Denazzano, il rosé della casa  da uve aglianico.

Una bottiglia di Kratos (oggi 92/100) costa intorno ai 14-15 euro

Luigi Maffini Azienda Vinicola, via Serri 34/D, 84050 Giungano (SA), www.luigimaffini.it