Caroline

Il vino, un bianco delle Graves di Podensac, ha un bel colore giallo pallido. Al naso offre agrumi e fiori bianchi, sfumature di burro fresco e cera d’api, sul palato è fresco ed equilibrato tra frutto e boisé, una bella persistenza, con chiusura “tropicale”(evocazioni di mango e ananas). Una bella bottiglia, neppure troppo costosa (una quindicina di euro in Francia). Si tratta della Cuvée Caroline dello Château de Chantegrive del 2015, in questo momento forse al suo meglio.

 

 

 

Viene da una zona da noi ancora poco conosciuta delle Graves bordolesi, quella di Cérons, nella quale sono comprese anche Podensac e Illats. In effetti, delle Graves, una lunga striscia grassottella di una cinquantina di chilometri da Bordeaux a Langon, sul lato sinistro della Garonna, delimitata ad ovest dalla foresta delle Landes, che la protegge dai freddi venti oceanici, le parti conosciute sono solo quella più vicina a Bordeaux (inquadrata nell’AOC Pessac-Léognan) e le terre dei grandi bianchi moelleux , situate nella parte sud, di Sauternes e Barsac. Il resto delle Graves , oltre a comprendere l’area di Cérons-Podensac, confinante con le terre del Barsac , da cui è separata dal corso del Saint-Cricq, è costituito dal plateau di Beautiran, Portets e Arbanats, e dalla sua porzione più meridionale, situata attorno a Langon. Le Graves sono la sola appellation della Francia ad essere denominate dalla natura del suo suolo, ovviamente ricco di graves: una mescolanza molto varia di ciottoli e ghiaie di dimensioni e colori diversi, galets, sabbie grossolane mescolate a limons, poggianti su una base argilloso-calcarea. Si tratta di terrazze di origine quaternaria, costruite dai sedimenti ciottolosi di origine pirenaica Pirenei dalla Garonna nel corso delle sue inondazioni millenarie, molto ben drenate e protette dalla siccità dalla vicinanza del fiume. 

 

A Podensac le vigne sono situate su un vasto plateau ghiaioso- ciottoloso formato dalle terrazze medie della Garonna. Qui, così come nei vicini comuni di Cérons e Illats, è possibile produrre vini sia nell’ambito dell’appellation Graves che in quella di Cérons, esclusivamente per la produzione di vini bianchi moelleux come quelli di Barsac e Sauternes, talvolta non meno ampi ed eleganti, ma più nervosi. Ad onta del suo nome (Château de Chantegrive), l’origine di questa proprietà è assai più prosaica e molto più recente di quella dei suoi vicini del Médoc. La sua nascita, infatti, risale al 1966, poco più di cinquant’anni fa, allorquando un courtier bordolese , Henri Lévêque, partendo da soli due ettari di vigna, raccolse via via una miriade di parcelle di terra nelle Graves meridionali (naturalmente a Podensac, ma anche a Cérons, Illats e Virelade) e fondò il suo Château : 96 ettari, piantati in parte (47 ettari) con uve bianche e in parte rosse (49).Le vigne in rosso sono ripartite esattamente a metà tra Merlot e Cabernet Sauvignon, così come le vigne coltivate con uve bianche sono divise , in perfetta parità, tra Sauvignon blanc e Sémillon. I bianchi prodotti dallo Château de Chantegrive sono il Graves blanc Château de Chantegrive (13 euro la bottiglia), e la cuvée Caroline Graves blanc, che è il suo vino più alto di gamma (16 euro l’annata 2016). Il rosso, già esaurito, costa 13.50 euro. L’azienda produce da poco anche un Cérons moelleux, rilasciato quest’anno (30 euro la bottiglia). Lo Château è oggi condotto con molta attenzione da Marie-Hélène Lévêque , che si avvale della consulenza di Hübert de Bouard.

 

Clos-Floridene i480Lo Château de Chantegrive non è la sola proprietà interessante di queste aree neglette delle Graves. Vale la pena di menzionare il Clos Floridène della famiglia Dubourdieu (proprietaria anche di Château Doisy-Daene, a Barsac), del cui rosso avevo scritto qualche tempo fa su Winesurf (https://www.winesurf.it/clos-floridene-graves-rouge-2011/), dove si producono vini (bianchi e rossi) di grande interesse e ottimo rapporto qualità-prezzo. Un riferimento abbastanza affidabile in questa regione è anche il Vieux Château Gaubert di Dominique Harvalan a Portets , che produce bianchi e soprattutto rossi flatteurs, che puntano molto sull’estrazione e l’élevage, ma di minore finezza.

 

Château de Chantegrive, 40 cours Georges Clemenceau, 33720 Podensac, www.chantegrive.com