SonntalerI vini a base di uva schiava (vernatsh) , si sa, mi piacciono molto. Freschi, profumati e leggeri, puoi berne con tranquillità, senza appesantirti troppo di alcol. Ma non si pensi che siano vini banali, da considerare come alternativa alla Coca-cola, da consumare giovanissimi su un panino o uno spuntino veloce a base di speck dell’Alto Adige. La schiava (o, come già sanno i lettori di Worldwineweb, “le” schiave, in quanto ce ne sono diverse varietà, a partire da quella che preferisco, la grigia, o graüvernatsch) è un vitigno tutt’altro che poco interessante,  specie nelle sue migliori espressioni, che hanno complessità e insospettabile resistenza all’invecchiamento.

Al riguardo ho ancora un grande ricordo di un altro  Schiava, lo Gschleier Alte Reben di Girlan, dell’annata 2007 assaggiato a otto anni dalla vendemmia.

Un tempo era la varietà più diffusa nell’Alto Adige, poi è stata gradualmente espiantata a vantaggio di altre più ricercate a bacca bianca. Ce n’è però ancora molta, specie nella zona del Caldaro, che rappresenta un terroir ad essa  molto favorevole.

Quello di cui parlo in questo articolo è davvero molto buono, ed è uno di quei Vernatsch capaci di coniugare delicatezza e sostanza. Si chiama Sonntaler, ed è uno Schiava Alte Reben, cioè da vigne vecchie (parliamo di 60-90 anni) di notevole spessore: in maggioranza schiava grigia, ma si tratta di un classico assemblaggio di diverse varietà di schiava, provenienti da  vigne in pendenza, a 3-400 m. di altitudine, esposte a est, con suoli sabbioso-limosi, ricchi di dolomite, porfido e minerali argillosi.

Un vino leggiadro, a partire dal delicato colore dalle sfumature ciliegia, un naso goloso di frutti di bosco, con note di violetta e melograno, con evocazioni gelatina di lampone, sul palato è fresco, delizioso per leggerezza e sapidità, con una struttura tannica finissima e quasi sensuale, decisamente tipico della sua varietà e del territorio di provenienza (90-91/100). Insomma, un piccolo gioiello nel suo genere, firmato da una delle migliori e più affidabili cantine cooperative dell’Alto Adige, quella di Cortaccia (Kurtatsch): una cantina modello che sa davvero  trarre il meglio dalle uve dei 190 ettari da essa gestiti, disseminati in siti molto diversi tra loro, ad altitudini anche elevate, che raggiungono i 700 m. a Penon e addirittura i 900 a Graun, nei quali vengono prodotti eleganti vini bianchi dalle varietà regionali tipiche . Più in basso sono le vigne da cui provengono ragguardevoli rossi da uve bordolesi, come il Freienfeld , un cabernet riserva di grande personalità, e da altre uve a bacca rossa classiche della regione, dal merlot al pinot nero. Un elegante spumante blanc de blancs e un dolce moscato rosa passito completano un’offerta ricca e di grande affidabilità .

Una bottiglia di Sonntaler potete trovarla in enoteca, ad un prezzo orientativo di 15 euro: non pochissimi, ma ben spesi.

Cantina Cortaccia, Strada del Vino 23, loc. Breitbach, 39040 Cortaccia (BZ), www.cantina-kurtatsch.it