PN VZ 15 bisSe la filosofia dei vini borgognoni è rappresentata dalle selezioni parcellari, quali che siano le loro dimensioni, anche irrisorie, quella degli Champagne è l’assemblage. Naturalmente in questi ultimi la nobiltà del terroir e la qualità eccezionale delle uve che se ne traggono non sono meno importanti, così come restano imprescindibili l’abilità dei vignaioli e dei vinificatori, ma le vere divinità “ex machina” sono gli chef de cave, ovvero chi decide l’assemblage: di tipi di uva, di terroir, di annata. Sì, perché se anche nella Champagne vi sono cuvée parcellari entrate nella leggenda, l’assemblage può dar vita a vere e proprie magie.

Clos des Quarts 2018Giallo paglierino, naso complesso (pera, pesca bianca , fiori bianchi,  frutta secca) con  sfumature agrumate, sul palato è intenso e dinamico, attraversato da una elegante vena minerale, lungo e persistente con una chiusura salina . Ancora giovanissimo (è stato imbottigliato solo a fine aprile di quest’anno), ma con una lunga vita davanti a sé, il Pouilly-Fuissé Clos des Quarts 2018, è una delle riuscite maggiori dell’ appellation, nonostante l’annata, anche questa canicolare,  sia stata generalmente più favorevole ai vini rossi che a quelli bianchi.  

Jacquesson 742Marcato dal Pinot noir della Grande Vallée (il 59% del blend, proveniente dal grand cru Aÿ e dai  premiers crus  Dizy e Hautvillers), la cuvée 742 di Jacquesson  è un extra-brut con 1.5 grammi di dosaggio,  ricco, ma dotato di molta grazia, con un naso intenso di pere essiccate, nocciole, infusi d’erbe, fiori bianchi. Ha complessità e un perfetto equilibrio tra acidità e alcol. Ha spuma sottile e molto elegante, è cremoso e suadente sul palato. Un magnifico champagne di assemblage (93/100). Il restante 41% di chardonnay viene dalle parcelle di due grands crus della Côte des Blancs, Avize e Oiry.

Pol Roger2Preziosi, gli Champagnes Pol Roger, lo sono non solo perché praticamente di casa nella famiglia reale inglese (il Brut réserve non millesimato fu servito nel ricevimento di nozze dei discussi Harry e Megan), oltre ad essere la marca di champagne preferita da sir Winston Churchill, a cui la maison di Epernay ha dedicato la sua cuvée di maggior prestigio. La cuvée Vintage 2012, di cui parliamo oggi (60% pinot noir e 40% chardonnay, provenienti da 20 grands crus e premiers crus della Montagne de Reims e della Côte des Blancs), è semplicemente magnifica, puntando a ripetere lo straordinario millesimo 2008. Di colore oro pallido, ha bolle finissime di grande eleganza e persistenza, al naso si propone con notevole freschezza, dopo aver sostato sette anni sui suoi lieviti, pesca bianca e frutta secca, note floreali, toni dolci di pane fresco e pasticceria.

Barbaresco ARiassaggio questo Barbaresco Montestefano della Cantina dei Produttori del Barbaresco, una bella realtà che raccoglie oggi 54 soci conferitori, a coprire 110 ettari di vigna nelle posizioni migliori per il nebbiolo di questa denominazione. Annata 2004, quindici anni in questo momento, molto ben portati. La 2004 è stata un’annata eccellente, forse non la migliore in assoluto di questo primo ventennio del XXI secolo (2001, 2012,2015 e 2016 hanno ottenuto valutazioni leggermente migliori), ma siamo sicuramente vicini alla vetta.