palazzo daraprìCi siamo trovati in un torrido pomeriggio di fine luglio a San Severo di Puglia (fuori c’erano 39°) nella bella e fresca sala da pranzo del Palazzo D’Araprì, proprio sopra la storica cantina seicentesca, risalente all’epoca della ricostruzione di San Severo dopo il disastroso terremoto del 1627. (Nella foto a lato, un'immagine dell'esterno del Palazzo D'Araprì)

Boccadilupo verticale 21385. E’ l’anno della prima menzione ufficiale del nome Antinori nel mondo del vino. Difficile (probabilmente impossibile) trovare un caso più antico di famiglia del vino, non solo nel nostro paese. Oggi Antinori è un impero, con le sue tenute toscane (nel Chianti classico, Cortona, Montepulciano, Montalcino, Maremma), in Umbria (Castello della Sala), nelle Langhe , in Franciacorta e Puglia, e all’estero: in Europa (Malta, Ungheria, Romania) e in America (Col Solare, Antica e Stag’s Leap negli Stati Uniti, Haras del Pirque in Cile). (Nella foto sopra, un particolare della verticale di Boccadilupo, en plein air).

 

Lo confesso: quando il mio amico Pasquale Porcelli mi ha sollecitato ad andare con lui ad una degustazione verticale di Falanghina del Sannio, mi era venuto quasi da sorridere. Sì, la Falanghina dei Mustilli la conoscevo da tempo, già dagli inizi del lavoro di Leonardo Mustilli, il primo a credere veramente in questa varietà: sapevo bene che si trattava di una Falanghina di qualità, diversa dalle molte altre che ho poi assaggiato, nel beneventano e un po’ in tutta la Campania, fatte per durare sei mesi e accompagnare la pizza al posto della birra, ma francamente mi era sembrata un po’ un’esagerazione. Addirittura una verticale!

CasonQuella di Alois Lageder è una tenuta storica di una famiglia del vino giunta oggi alla sua quinta generazione. La coltivazione della vite vi risale agli inizi dell’800: si tratta di circa 50 ettari vitati di proprietà, coltivati in biodinamica, più quelli in affitto. (Nella foto a sinistra un'immagine del Cason Hirschprunn).

CopertinaIn occasione della Festa di Wine Surf, tenutasi a Bari qualche giorno fa, la presentazione del mio ultimo libro (“Interviste (ancor più) impossibili davanti a un bicchiere di vino”, Adda editore) è stata seguita da una interessante degustazione di tre grandi annate di Sassicaia (la 2001, la 2004 e la 2006) confrontate con quelle di tre dei più famosi crus di Bordeaux: rispettivamente Château Palmer, Château Montrose e Château Figeac.