Gelée 1Se l’annata 2015 era stata descritta come l’annata perfetta (a parte un po’ di oidio) un po’ in tutta la Borgogna, la 2016 non è stata certo  priva di spine. E molto dolorose, per i vignaioli.

Una tipica annata ( di quelle ormai, sempre più frequenti) “Noël au balcon , Pâques au tison”, cioè un inverno mite e una primavera fredda e umida.

AstaTutto faceva pensare ad una vendita record, anche se gli operatori attendevano e forse anche speravano in un raffreddamento dei prezzi, e il record effettivamente c’è stato: oltre 14  i milioni di euro realizzati (per l’esattezza 14.187,150) dalla  vendita degli 833 lotti messi all’asta ( tra i quali 631 pièces di vini rossi e 197 di bianchi). Non c’è stato invece il raffreddamento dei prezzi, visto che il prezzo medio di una pièce ha abbondantemente superato i 16.000 euro (16.850) , ben il 19% in più di quello del 2017 e ancora oltre per il 2016. Se un po’ di  delusione c’è stata, in questa magnifica edizione dell’Asta dei vini degli Hospices di Beaune,  è venuta invece dal risultato un po’ appannato, rispetto alle attese, della famosa Pièce du Président, il cui ricavato è devoluto ogni anno ad una o più associazioni scientifiche o di beneficenza: 230.000 euro non sono certo pochi, ma ben lontani dai 410.000 raggiunti l’anno scorso per due pièces borgognone di Corton Grand Cru Clos du Roy e ancor più dai 480.000 con i quali erano stata aggiudicata  una sola pièce di Corton Renardes nel 2015 (record assoluto dell’asta).

Prephyll 1La barbera, si sa, è ancora una delle varietà di uva da vino più diffuse in Italia, anche se la superficie ad essa dedicata è sensibilmente diminuita negli ultimi decenni. Una varietà popolare,che ha trovato la sua espressione migliore nel Monferrato, nel territorio di Asti: i vini che se ne traggono sono più leggeri e fruttati , più acidi di quelli, pur molto buoni, di Alba, che, al contrario, sono più ricchi , voluminosi e vellutati sul palato.

Saten MajoliniTra i vini (tutti di ottimo livello) di questa casa franciacortina ho scelto il Saten millesimato, in quanto il più rappresentativo di questo bel territorio, nel quale si producono anche buoni vini bianchi e rossi fermi, ma che deve la sua fama soprattutto agli spumanti, prodotti con il metodo classico della fermentazione in bottiglia. Quello che abbiamo assaggiato proviene dalla vendemmia 2014, un’annata difficile un po’ dappertutto, ma che ha trovato una buona espressione negli spumanti di questa regione, ed è stata sboccato quest’anno.

Caroline

Il vino, un bianco delle Graves di Podensac, ha un bel colore giallo pallido. Al naso offre agrumi e fiori bianchi, sfumature di burro fresco e cera d’api, sul palato è fresco ed equilibrato tra frutto e boisé, una bella persistenza, con chiusura “tropicale”(evocazioni di mango e ananas). Una bella bottiglia, neppure troppo costosa (una quindicina di euro in Francia). Si tratta della Cuvée Caroline dello Château de Chantegrive del 2015, in questo momento forse al suo meglio.