Ci sono molti ottimi, eccellenti vini nel mondo, ma quando a caratteristiche organolettiche eccezionali si uniscono la storia e il mito, il piacere della degustazione di un grande vino diventa felicità. Non smetterò mai di dire che l’assaggio di un vino non è mai solo pura sensorialità , anche se, naturalmente questa informazione bottom up è importantissima.Non minore è l’importanza dell’informazione top down, di tipo concettuale, che nasce dalla conoscenza che si ha di un vino, del suo terroir, dei modi con cui la sua identità unica è stata interpretata da chi lo ha prodotto.

Domenica 18 si è svolta la 152° edizione della grande vendita all’Asta dei vini ricavati dai possedimenti degli storici Hospices di Beaune: sei secoli di storia , da quando Nicolas Rolin, cancelliere del duca di Borgogna, Philippe Le Bon, e sua moglie, Guigone de Salins fondarono l’Hotel-Dieu di Beaune per aiutare i malati poveri. La vendita dei vini prodotti nelle magnifiche vigne, accumulate nel corso del tempo dagli Hospices per effetto delle donazioni ricevute, sono state sin dall’inizio una fonte importante per il mantenimento di questa grande istituzione benefica.

Lunedì 12, in una saletta dell’Hotel delle Terme, è stato presentato al Merano Wine Festival il Club Excellence, il club che riunisce i migliori distributori e importatori nazionali.

Erano presenti (in ordine alfabetico) Balan, Cuzziol, Heres, Meregalli, Pellegrini, Sagna e Sarzi Amadé.

Incontro di nuovo, a distanza di un anno, il magnifico Barolo del 1961 di Borgogno. Frutto di una grandissima annata, quando le annate buone non venivano quasi una dietro l’altra, come nell’era del global warming, ma a distanza all’incirca di tre anni (dopo fu la volta del 1964 e del 1967), fu, pur in ottima compagnia , la star di una bella verticale-orizzontale di Barolo e Barbaresco al Merano Wine Festival del 2011.

Una degustazione molto interessante quella degli Charmes-Chambertin e dei Mazoyères-Chambertin del Domaine Taupenot-Merme tenutasi domenica, in fine mattinata,   a Merano. Per più di un motivo, oltre che per il fatto di aver potuto assaggiare dei vini molto interessanti di un Domaine che conoscevo poco.