Vega Sicilia AltamuraNormalmente un vino di trent’anni entrerebbe a buon diritto in una rubrica come “La bottiglia dell’antiquario”, nella quale abbiamo parlato di vini,bianchi e rossi, di venti anni e più. Se si tratta di un Vega-Sicilia Unico occorre un discorso a parte: si tratta infatti di un vino che può essere rilasciato per la vendita anche venti anni dopo la vendemmia (il vino del 1968 fu rilasciato nel 1991, insieme con quello del 1982) e che di solito impiega almeno trent’anni per rivelarsi appieno nella sua classe immensa, come mostra anche una recente degustazione verticale di 35 annate pubblicata dalla rivista Decanter (numero di ottobre 2014).

Capezzana 1931Davvero un magnifico vecchiaccio il Carmignano Villa di Capezzana del 1931 proposto in degustazione al Merano Wine Festival. Un vino sorprendente , come quei grandi e amabili vecchioni che arrivano ad età avanzatissime, mantenendosi perfettamente lucidi e che ti trasmettono serenità e ottimismo.

Dire Mastroberardino è come dire la storia del vino campano. Questa azienda ha ormai quasi 150 anni di vita (fu infatti fondata nel 1878) e, fino alla fine degli anni ’80, è stata praticamente la sola azienda dell’Irpinia ad avere notorietà nazionale. Oggi, con i suoi 200 ettari di proprietà, ai quali se ne aggiungono quasi altrettanti in conduzione, che significano due milioni e mezzo di bottiglie di produzione l’anno, è- per le dimensioni medie regionali – un colosso ,il cui marchio è praticamente presente in tutto il mondo.

In diverse altre occasioni ho avuto modo di smentire con forza la credenza , ancora radicata in molti consumatori, che i vini bianchi andrebbero sempre bevuti il più possibile giovani, magari entro un anno dalla vendemmia, mentre i vini rossi possono essere apprezzati solo dopo un congruo invecchiamento, talvolta di molti anni . Innanzitutto è falso che i vini bianchi abbiano “necessariamente”minore capacità di durare nel tempo: é vero però che se le persone credono fermamente in qualcosa, non è loro difficile trovare spiegazioni pseudoscientifiche della loro convinzione , ad esempio che i bianchi hanno minore capacità di invecchiare perché separati dalle bucce oppure perché non fanno uso ( o ne fanno in minor misura) di legno, e così via.

Era proprio arrivato il momento di berlo, questo Lessona del 1975. Lo avevo preso tra le mani in occasione di uno dei controlli periodici dello stato delle bottiglie in cantina. Mi trovavo nel settore dei vecchi vini da Nebbiolo piemontesi, provenienti dalle zone al di fuori delle Langhe, dove si trovava con altre vecchie bottiglie, alcune di diversi decenni, di Gattinara (soprattutto) , Ghemme, Boca, Carema …