Minéral Agrapart 2013Per comprendere appieno l’enormità  della recente “putinata” , con la quale il governo russo, appropriandosi del nome “Champagne” (ribattezzato “shampanskoye”),  ha imposto agli champagne francesi di rinunciare al proprio nome  in etichetta, basti questo assaggio.

Purissimo e di grande eleganza e precisione, il Minéral 2013 di Agrapart è un prototipo dei blanc de blancs della Côte des Blancs, dove lo chardonnay acquista una finezza e una mineralità ineguagliabili rispetto a tutti gli altri grands crus della Champagne.

Chapitre 1Il vino che non ci aspetterebbe in una cultura vinicola nella quale il sistema delle denominazioni é rigorosamente gerarchizzato con al vertice  i grands crus e alla sua base le appellations régionales. Ebbene, il Bourgogne Le Chapitre, pinot noir a denominazione regionale, sia pure “con menzione geografica aggiuntiva” è ben al di sopra del suo status attuale.

PN VZ 15 bisSe la filosofia dei vini borgognoni è rappresentata dalle selezioni parcellari, quali che siano le loro dimensioni, anche irrisorie, quella degli Champagne è l’assemblage. Naturalmente in questi ultimi la nobiltà del terroir e la qualità eccezionale delle uve che se ne traggono non sono meno importanti, così come restano imprescindibili l’abilità dei vignaioli e dei vinificatori, ma le vere divinità “ex machina” sono gli chef de cave, ovvero chi decide l’assemblage: di tipi di uva, di terroir, di annata. Sì, perché se anche nella Champagne vi sono cuvée parcellari entrate nella leggenda, l’assemblage può dar vita a vere e proprie magie.

Clos des Quarts 2018Giallo paglierino, naso complesso (pera, pesca bianca , fiori bianchi,  frutta secca) con  sfumature agrumate, sul palato è intenso e dinamico, attraversato da una elegante vena minerale, lungo e persistente con una chiusura salina . Ancora giovanissimo (è stato imbottigliato solo a fine aprile di quest’anno), ma con una lunga vita davanti a sé, il Pouilly-Fuissé Clos des Quarts 2018, è una delle riuscite maggiori dell’ appellation, nonostante l’annata, anche questa canicolare,  sia stata generalmente più favorevole ai vini rossi che a quelli bianchi.  

Jacquesson 742Marcato dal Pinot noir della Grande Vallée (il 59% del blend, proveniente dal grand cru Aÿ e dai  premiers crus  Dizy e Hautvillers), la cuvée 742 di Jacquesson  è un extra-brut con 1.5 grammi di dosaggio,  ricco, ma dotato di molta grazia, con un naso intenso di pere essiccate, nocciole, infusi d’erbe, fiori bianchi. Ha complessità e un perfetto equilibrio tra acidità e alcol. Ha spuma sottile e molto elegante, è cremoso e suadente sul palato. Un magnifico champagne di assemblage (93/100). Il restante 41% di chardonnay viene dalle parcelle di due grands crus della Côte des Blancs, Avize e Oiry.