Pagliarese 1A Chianti Classico Collection di quest’anno, l’anteprima dell’annata 2017 alla Stazione Leopolda, è stato tra quelli che mi sono piaciuti di più. Ma aspettiamolo ancora un po’, questo 2017 di Pagliarese, la storica proprietà di Castelnuovo Berardenga ritornata finalmente alla luce dopo quasi venti anni vissuti sottotraccia. E’ancora presto : il vino, leggermente austero come lo è sempre quando è troppo giovane, non ha ancora messo fuori le ali . Sapevate che un tempo il territorio da cui proviene, in quest’angolo  di Toscana , nel quale le colline del Chianti Classico lasciano spazio alle Crete Senesi, era  chiamato “la farfalla del Granducato”?

Porto1Dopo  un’ottima annata 2000, “dichiarata” da tutti i produttori, che ha dato vini di grande finezza e concentrazione, pur se in quantità ridotte, si è dovuto attendere la vendemmia 2011 per trovare un vero millesimo “ a cinque stelle”,con dei Porto vintage davvero eccezionali,  per i quali è facile presagire una lunghissima vita. E difatti,  pur giovanissimo (le altre bottiglie che ancora riposano in cantina potranno attendere il tempo necessario per esaltarle appieno), questo Vintage 2011 della Taylor non fa davvero rimpiangere quello delle altre grandi annate  “recenti”, come  la 1994.

GrenouillesLe rane non c’entrano ovviamente nulla,  se non che la parte più bassa di questo climat giunge molto vicina al fiume Serein, dove certo le rane non debbono mancare. A parte il nome curioso, Grenouilles, con i suoi 9.38 ettari,  è il più piccolo per estensione dei sette climat che concorrono all’appellation di Chablis grand cru, e ha sempre fatto parte, ben prima che  questo fosse  riconosciuto anche dall’istituzione, nel 1938, dell’AOC, della rosa dei terroirs ritenuti migliori .

domaine lignier michelot chambolle musigny vieilles vignes 1205750 s274 pE’ proprio un bel vino, lo Chambolle-Musigny Vieilles Vignes del Domaine Virgile Lignier-Michelot, una delle proprietà emergenti di Morey-Saint-Denis, che ho avuto modo di assaggiare recentemente. Proveniente dalla felice vendemmia 2015, si tratta di un Borgogna ricco,  con una bella tensione, dal naso molto seduttivo, nel quale spiccano  note di mora e ciliegie nere mature, intensamente  floreale e attraversato da una elegante venatura speziata. E’ un Pinot molto equilibrato e piacevolmente persistente , un’ottima riuscita del terroir di Chambolle-Musigny, che si apprezza già ora, anche se può tranquillamente essere bevuto con piena soddisfazione   anche tra altri 5-8 anni.

Calderara 2011Come ho già avuto modo di scrivere in un altro articolo qualche tempo fa, non vi è dubbio che quello dell’Etna sia un territorio con caratteristiche pedoclimatiche uniche, che lo rendono molto differente dagli altri territori vitivinicoli della Sicilia, e sicuramente tra i più vocati per la produzione di vini di qualità. Sui suoi suoli tipicamente vulcanici (in grande maggioranza suoli bruni andici), in altura –anche a 1.000 metri e più-, le escursioni termiche sono notevoli, giungendo anche a 30 gradi nella stagione estiva, e la piovosità assai maggiore di quella del resto dell’isola (da 6 a 10 volte).