Di Nuits-Saint-Georges e dei suoi cru abbiamo parlato più volte in questo blog. Come è noto, questa operosa cittadina, che contende a Beaune il ruolo di capitale del commercio dei vini borgognoni , con i suoi négociants, le sue tonnelleries, le sue banche , è l’unica della Côte de Nuits a non possedere alcun grand cru, ma solo dei premier cru.

Era stato il mio coup de coeur del periodo delle vacanze fra  Natale e Capodanno: una bottiglia di Quarts de Chaume dell’annata 2009, firmata da uno dei maggiori specialisti di questa tipologia di vini di quella parte della Loira, sui Coteaux du Layon, nell’Anjou,  Claude Papin, dello Château Pierre-Bise.

 Qualche bella bottiglia borgognona: un Clos de Vougeot di un’annata eccelsa (2005) e un altro grand cru della Côte de Nuits, Bonnes-Mares. A fare da sparring partner (si fa per dire) un Beaune premier cru che non finisce mai di stupirmi, il Beaune Grèves Vigne de l’Enfant Jésus di Bouchard del 2005. Cominciamo da Vougeot.

 

Abbiamo ormai alle spalle il Natale e il Capodanno.Le feste sono finite e ne approfittiamo per parlare di alcuni vini bevuti in questo periodo, nella pressoché interminabile successione di pranzi e di cene con amici e parenti . Un vero tour gastronomico, micidiale , secondo i medici, per la nostra salute, ma fondamentale, secondo l’antica saggezza che è dietro questi eccessi temporanei, per il buon umore .e soprattutto per rinsaldare i nostri legami comunitari.

Un anno e mezzo fa, in un articolo dedicato a un duet/duel tra Cheval Blanc e  Angélus, straordinari premier cru di Saint-Émilion, dal titolo “Angeli e cavalli: Château Cheval Blanc e Château Angélus a confronto”(per leggerlo, clicca qui), concludevo: “L’ascesa di Angélus è indiscutibile. I vini di questo Château appaiono completi, opulenti, ma non eccessivi, eleganti, di grande razza e profondità. Una loro promozione alla classe A non apparirebbe affatto ingiustificata”.