Era tempo che volevo scrivere su Le Pergole Torte: un vino che basterebbe da solo a convincere gli scettici più ostinati della grandezza del Sangiovese, una varietà che, nelle sue espressioni maggiori, non ha nulla da invidiare ai migliori di Francia. Una magnum dell’annata 2001 bevuta qualche tempo fa era stata la star della serata. Eppure  faceva parte di una degustazione nella quale non erano mancati altri  grandi vini di Toscana e  Borgogna.

In coincidenza con la candidatura del vignoble bourguignon al Patrimonio mondiale UNESCO, parliamo di quattro ottimi Pinot noir della Côte de Beaune, la parte meridionale della Côte d’Or, famosa soprattutto per i suoi straordinari grand cru bianchi, ma che produce anche rossi di eccellente qualità.

Di Nuits-Saint-Georges e dei suoi cru abbiamo parlato più volte in questo blog. Come è noto, questa operosa cittadina, che contende a Beaune il ruolo di capitale del commercio dei vini borgognoni , con i suoi négociants, le sue tonnelleries, le sue banche , è l’unica della Côte de Nuits a non possedere alcun grand cru, ma solo dei premier cru.

Era stato il mio coup de coeur del periodo delle vacanze fra  Natale e Capodanno: una bottiglia di Quarts de Chaume dell’annata 2009, firmata da uno dei maggiori specialisti di questa tipologia di vini di quella parte della Loira, sui Coteaux du Layon, nell’Anjou,  Claude Papin, dello Château Pierre-Bise.

 Qualche bella bottiglia borgognona: un Clos de Vougeot di un’annata eccelsa (2005) e un altro grand cru della Côte de Nuits, Bonnes-Mares. A fare da sparring partner (si fa per dire) un Beaune premier cru che non finisce mai di stupirmi, il Beaune Grèves Vigne de l’Enfant Jésus di Bouchard del 2005. Cominciamo da Vougeot.