Ne è passato di tempo, da quando i francesi potevano parlare con sufficienza dei vini e degli spumanti italiani: come dimenticare ad esempio quanto scrivevano, un po’ sprezzantemente, negli anni ’80 , nella loro popolare Guida, Gault & Millau a proposito dei nostri spumanti? Dopo una sbrigativa distinzione tra spumanti e frizzanti, li paragonavano a un semplice bouillon pétillant, una brodaglia con le bollicine.

Ci siamo ritrovati ancora una volta da Francesco, all’enoteca De Pascale, piccola ma lussureggiante oasi enoica di Avellino, insieme con altri amici, per festeggiare il suo onomastico. Accompagnati da sapidi stuzzichini a base di formaggi ed altre golosità , abbiamo assaggiato , com’è tradizione, una serie di interessanti bottiglie. Qui solo qualche spunto.

Praepositus_RieslingHa una storia quasi millenaria l’Abbazia di Novacella, essendo stata fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il beato Hartman. Divenuta presto importante centro di cultura e religiosità, l’Abbazia fu più volte devastata e distrutta (ultimamente nell’ultima guerra mondiale, a seguito dei bombardamenti volti a colpire i magazzini della Wehrmacht, che l’aveva occupata) , prima di essere splendidamente restaurata, nel 1982, dall’abate Chrysostomus Giner.

Sono a Barolo per assaggiare le grandi selezioni di Barolo dei Brezza. Di ritorno da una spedizione piuttosto faticosa nella Champagne, avevo infatti inserito una sosta in quella che può a buon diritto essere considerata la capitale del più prestigioso vino delle Langhe. I Brezza posseggono circa 22 ettari di terreno, di cui sedici e mezzo a vigna: dodici e mezzo a Barolo , due ad Alba e uno ciascuno nei comuni di Monforte e Novello.

Léoville-las-Cases è il “fratello maggiore” degli altri cru di Léoville,Léoville-Barton e Léoville- Poyferré,per due motivi: innanzitutto perché, con i suoi 97 ettari, rappresenta la porzione più grande della vecchia proprietà Léoville, che, nel XVII secolo, era la più estesa proprietà vitivinicola del Medoc, ma anche perché, pur essendo tutti e tre dei secondi cru nella classificazione napoleonica del 1855, Léoville-las-Cases è indubbiamente il più prestigioso, quello che, per la sua impressionante continuità qualitativa, può davvero essere riconosciuto come un “super-second “ , il più autorevole candidato ad essere promosso al rango di premier, accanto a Latour, Lafite e Margaux, per molti, già oggi superiore a Mouton-Rotschild.