Abbiamo ormai alle spalle il Natale e il Capodanno.Le feste sono finite e ne approfittiamo per parlare di alcuni vini bevuti in questo periodo, nella pressoché interminabile successione di pranzi e di cene con amici e parenti . Un vero tour gastronomico, micidiale , secondo i medici, per la nostra salute, ma fondamentale, secondo l’antica saggezza che è dietro questi eccessi temporanei, per il buon umore .e soprattutto per rinsaldare i nostri legami comunitari.

Un anno e mezzo fa, in un articolo dedicato a un duet/duel tra Cheval Blanc e  Angélus, straordinari premier cru di Saint-Émilion, dal titolo “Angeli e cavalli: Château Cheval Blanc e Château Angélus a confronto”(per leggerlo, clicca qui), concludevo: “L’ascesa di Angélus è indiscutibile. I vini di questo Château appaiono completi, opulenti, ma non eccessivi, eleganti, di grande razza e profondità. Una loro promozione alla classe A non apparirebbe affatto ingiustificata”.

Ne è passato di tempo, da quando i francesi potevano parlare con sufficienza dei vini e degli spumanti italiani: come dimenticare ad esempio quanto scrivevano, un po’ sprezzantemente, negli anni ’80 , nella loro popolare Guida, Gault & Millau a proposito dei nostri spumanti? Dopo una sbrigativa distinzione tra spumanti e frizzanti, li paragonavano a un semplice bouillon pétillant, una brodaglia con le bollicine.

Ci siamo ritrovati ancora una volta da Francesco, all’enoteca De Pascale, piccola ma lussureggiante oasi enoica di Avellino, insieme con altri amici, per festeggiare il suo onomastico. Accompagnati da sapidi stuzzichini a base di formaggi ed altre golosità , abbiamo assaggiato , com’è tradizione, una serie di interessanti bottiglie. Qui solo qualche spunto.

Praepositus_RieslingHa una storia quasi millenaria l’Abbazia di Novacella, essendo stata fondata nel 1142 dal vescovo di Bressanone, il beato Hartman. Divenuta presto importante centro di cultura e religiosità, l’Abbazia fu più volte devastata e distrutta (ultimamente nell’ultima guerra mondiale, a seguito dei bombardamenti volti a colpire i magazzini della Wehrmacht, che l’aveva occupata) , prima di essere splendidamente restaurata, nel 1982, dall’abate Chrysostomus Giner.