Etna AE’ davvero un bel vino, l’Etna rosso di Francesco Tornatore. Se si trova nella sezione dei “Piccoli assaggi” non è certo per il suo valore, che sfora con sicurezza i 90 punti, ma per la sua ottima accessibilità e reperibilità, che ne fanno un vino che si vorrebbe bere tutti i giorni. Ha colore rubino scarico, caratteristico del nerello mascalese , ingrediente dominante rispetto al partner nerello cappuccio. All’olfatto si offre assai invitante, con un aroma intenso, nel quale si avvertono la ciliegia e il mirtillo, filtrati da sentori di erbe selvatiche e una sottile speziatura. Sul palato è succoso , finemente tannico, equilibrato.

Doroverde 1Mi è piaciuto molto il Verdicchio Doroverde di Fulvia Tombolini. Si tratta di un Verdicchio classico dei Castelli di Jesi prodotto a Staffolo, sulla riva destra dell’Esino: un bianco schietto, di grande pulizia e notevole bevibilità, molto sapido. Una buona riuscita nonostante l’annata molto secca (si tratta della vendemmia  2017):  è un vino molto piacevole ed equilibrato, leggero-ma niente affatto gracile- e delicatamente floreale, senza eccessi di note tropicali e alcol (12°5, finalmente!), con una elegante chiusura ammandorlata, che sollecita un secondo bicchiere.

Chicotot 1Il Domaine Georges Chicotot non è tra quelli inseriti quasi d’ufficio nelle principali Guide dei vini, ma è un indirizzo sicuro per coloro che cercano vini di grande tipicità  rispettosi della tradizione. Siamo nella Côte de Nuits ,e gli Chicotot producono solo vini rossi, sebbene  a Nuits-Saint-Georges anche  i bianchi (anche se pochissimi) vengano bene. Non però nei climats nei quali sono le loro proprietà , tra i quali spiccano tre premiers crus reputati per i loro grandi Pinot noir: Les Pruliers, Les Vaucrains e Les Saints-Georges.

RosannaUno spumante fatto con il nebbiolo delle Langhe ? Non è una stranezza. Un tempo il nebbiolo veniva frizzante e anche un po’ dolce.  Ma oggi? Qualche tempo fa abbiamo parlato su Worldwineweb dell’Erpacrife, sorprendente metodo classico prodotto da Erik Dogliotti, Paolo Stella, Christian Calatroni, e Federico Scarzello (il nome è un acronimo derivante dai loro nomi), tutti provenienti dalla scuola enologica di Alba e amanti degli spumanti: un metodo classico prodotto con uve nebbiolo molto convincente.

Bouzereau 2E’ solo un “semplice” Bourgogne Chardonnay,  a cui ora, dopo la sua introduzione avvenuta nel 2016, ha potuto aggiungersi la menzione geografica aggiuntiva Côte d’Or, ma è sufficiente a  far comprendere la qualità e l’espressività dei bianchi del Domaine  Michel Bouzereau et Fils, ormai un  indirizzo di riferimento a Meursault con Coche-Dury e Roulot: perché la statura di un produttore la si giudica dai suoi vini “di entrata”, quelli attraverso i quali si viene introdotti alla sua gamma.