Schiava griglia St.PaulsLa schiava grigia, o graüvernatsch, è una delle varietà più coltivate dell’Alto Adige, anche se negli ultimi decenni gli spazi riservati alla sua coltivazione sono diminuiti per far spazio ad altre varietà più richieste.

Saumur Champigny GermainHo sempre avuto un debole per i cabernet franc della Valle della Loira: i Bourgueuil ,  i Saint Nicolas-de-Bourgueuil e gli Chinon della Touraine, e i Saumur-Champigny del vicino Saumurois (Bourgueuil e Saint-Nicolas sono a una ventina di chilometri). Freschi, fruttati , con  i loro tannini setosi , sono più piacevoli e immediati di quelli del bordolese , dove sono sempre vinificati in assemblage con il cabernet sauvignon o il merlot.

sirmian 2In Alsazia, dove pure è molto diffuso, non fa parte delle uve nobili e quindi non può raggiungere lo status di un grand cru: un po’ ingenerosamente si suol dire che un’annata è davvero buona quando è buono anche il pinot bianco. Eppure , nonostante questa scarsa considerazione, il pinot bianco  è una varietà eccellente, buona non solo per i cremants, che ha dato il meglio di sé nel nostro Alto Adige. Debbo anche confessare che i vini che provengono da quest’uva sono i miei preferiti  tra i bianchi prodotti  in questa bellissima regione, culla indiscussa di alcuni dei migliori  d’Italia di questo colore.

Verdicchio Felici supjpgIl Verdicchio dei Castelli di Jesi ai suoi vertici. Questo è- in poche parole-  il Verdicchio superiore di Andrea Felici: quello che sarebbe stolto definire il  più semplice dei (soli) due vini prodotti da questo bravissimo vignaiolo marchigiano . Giovanissimo: quello dell’annata 2019 attualmente in distribuzione è già eccellente, ma il tempo non farà altro che bene.

forastera 2Erbe mediterranee, finocchietto selvatico e origano, albicocca candita, sapidità salina sul palato, è una Forastera di bello spessore, quella  di Cenatiempo : un vino da gustare con attenzione, molto adatto ad accompagnare  un ricco menu di mare.

E’ forse un po’ paradossale ma questa che è una delle varietà più tipiche di Ischia, e che , a parte piccole quantità nella vicina Procida e nel resto della  Campania, si trova quasi interamente su quell’isola, sia chiamata col nome di “forastera”, cioè forestiera. In effetti , anche se la sua presenza a Ischia  è documentata da almeno 150 anni (ne parla Froio nel 1878), quest’uva sembra  venuta da fuori, e si sa ben poco al riguardo della sua origine.