MannaALe mie prime esperienze dei vini di Franz Haas le ho fatte con il Pinot nero, varietà di cui è appassionato cultore, e con  l’ irresistibile Moscato Rosa, ma anche i bianchi non si fanno assolutamente disprezzare, anzi… A me piace molto il Manna, insolito assemblage di cinque varietà a bacca bianca  storicamente ben radicate in Alto Adige: riesling e chardonnay principalmente, gewürztraminer e un po’ di sauvignon blanc, a cui si è aggiunto più recentemente (nel 2013) il Kerner, limando le percentuali di riesling e gewürztraminer.

Pinot Nero Les CretesAncora poco conosciuti, per la loro posizione geografica, ai confini con Francia e Svizzera, e ancor più per i volumi ridotti (certo ben lontani da quelli di Veneto, Puglia e Sicilia), i vini valdostani possono offrire al consumatore curioso una piacevole alternativa ai vini bevuti più frequentemente. Non solo per i le numerose varietà  autoctone (il prié blanc, la petite arvine, il petit rouge, il fumin, il cornalin…), man mano riscoperte dopo il flagello della fillossera, ma anche per i vini prodotti con vitigni cosiddetti internazionali: chardonnay e pinot gris tra le uve a bacca bianca, pinot noir e syrah tra quelle a bacca rossa.

Saint Romainblanc Per essere un bianco della Côte de Beaune, ossia la grande Borgogna dello Chardonnay, è quasi sconosciuto,  con i suoi appena 106 ettari  di vigna inerpicata tra i 300 e i 420 metri, ma quello di Saint-Romain, piccola  appellation communale della Côte d’Or, è un vino di cui ti innamori al primo sorso.

Delizioso da giovane (ma dagli due-tre anni e vedrai), come questo di Alain Gras della vendemmia 2016, fresco e nervoso, profumato di fiori bianchi  e agrumi, diresti “marino”, se non fosse che ci troviamo ben distanti dalla costa più vicina, perché sa di salsedine, e di iodio. E di pietra.

vallone 1E’ un rosso delicato, nonostante i 13 gradi di alcol, dall’aroma fresco e fruttato (al naso ciliegie, arance rosse, mandorle fresche),  piacevole e molto morbido sul palato, con tannini ben levigati,  facile e  immediato  ma niente affatto banale. Di grande bevibilità, è un vino gourmand, adatto ad accompagnare la cucina di casa. Amichevole anche nel prezzo (meno di 10 euro la bottiglia).  In Italia, la varietà  da cui proviene (ce n'erano poco meno di 300 ettari in tutto, nel 2000) era  principalmente diffusa in Puglia, nella Val d’Itria, dove è ancora denominata ottavianello, ma le sue origini sono altrove.

podere della civettajaPinot nero in Italia? In Toscana? Nel Casentino? Una terra di foreste, certo famosa più per l’allevamento del bestiame e per le sue patate rosse che per i vini… Eppure, mi sono dovuto ricredere quando, quasi per caso, mi sono trovato ad assaggiare il Pinot del Podere La Civettaja, che Vincenzo Tommasi, appassionato vignaiuolo ed enologo, produce a partire dai suoi poco meno di tre ettari di vigna nella località che ha lo stesso nome, a Pratovecchio Stia, in provincia di Arezzo.