sirmian 2In Alsazia, dove pure è molto diffuso, non fa parte delle uve nobili e quindi non può raggiungere lo status di un grand cru: un po’ ingenerosamente si suol dire che un’annata è davvero buona quando è buono anche il pinot bianco. Eppure , nonostante questa scarsa considerazione, il pinot bianco  è una varietà eccellente, buona non solo per i cremants, che ha dato il meglio di sé nel nostro Alto Adige. Debbo anche confessare che i vini che provengono da quest’uva sono i miei preferiti  tra i bianchi prodotti  in questa bellissima regione, culla indiscussa di alcuni dei migliori  d’Italia di questo colore.

Verdicchio Felici supjpgIl Verdicchio dei Castelli di Jesi ai suoi vertici. Questo è- in poche parole-  il Verdicchio superiore di Andrea Felici: quello che sarebbe stolto definire il  più semplice dei (soli) due vini prodotti da questo bravissimo vignaiolo marchigiano . Giovanissimo: quello dell’annata 2019 attualmente in distribuzione è già eccellente, ma il tempo non farà altro che bene.

forastera 2Erbe mediterranee, finocchietto selvatico e origano, albicocca candita, sapidità salina sul palato, è una Forastera di bello spessore, quella  di Cenatiempo : un vino da gustare con attenzione, molto adatto ad accompagnare  un ricco menu di mare.

E’ forse un po’ paradossale ma questa che è una delle varietà più tipiche di Ischia, e che , a parte piccole quantità nella vicina Procida e nel resto della  Campania, si trova quasi interamente su quell’isola, sia chiamata col nome di “forastera”, cioè forestiera. In effetti , anche se la sua presenza a Ischia  è documentata da almeno 150 anni (ne parla Froio nel 1878), quest’uva sembra  venuta da fuori, e si sa ben poco al riguardo della sua origine.

GrottaRossaLa qualità di una cantina si valuta spesso meglio, più che dai suoi vini top, da quelli che vengono definiti “di base” o di “entrata in gamma”. Di norma se il vino più semplice è buono, lo è anche, a maggior ragione, il vino più importante. Non è invece sempre così al contrario. Ora, la cantina Santadi, nel Sulcis sardo, ha cominciato a essere conosciuta fuori dall’isola soprattutto per il suo Terre Brune, la sua cuvée di maggior prestigio, prodotta per la prima volta nel 1984 con la consulenza del grande Giacomo Tachis, ma da quando, superata la fase della vendita di vino sfuso, ha cominciato a vendere i suoi vini imbottigliati, è conosciuta per la sua affidabilità e l’ottimo livello di tutti i suoi vini.

Lagrein Prestige ADa quando, a causa della pandemia che ancora ci affligge, ho dovuto rinunciare al mio soggiorno  annuale in Alto Adige, è diventato per me meno facile assaggiare le nuove annate dei vini di quella provincia. Dei rossi più dei bianchi, perché , mentre i bianchi, specie da varietà aromatiche, ormai sono ampiamente reperibili in qualsiasi enoteca o bottiglieria nazionale, i rossi  dei vitigni  locali (lagrein e schiava, su tutti) si contano sulle dita. Assaggiando l’ottima cuvée Prestige riserva della Cantina di Bolzano, parliamo dunque di Lagrein.