Vigna Pedale ASe, fino agli anni 2000, negroamaro e primitivo erano di gran lunga le varietà di uva a bacca rossa più conosciute della Puglia, in questi ultimi venti anni si è loro affiancata l’uva (o nero) di Troia. Non ancora per le quantità: benché notevolmente in crescita (venti anni fa ce n’erano poco più di 1.700 ettari, mentre oggi sono 2.500), le superfici piantate con nero di troia hanno infatti un’estensione ancora ben lontana dai quasi 12.000 ettari del primitivo e dagli oltre 11.000 del negroamaro, superate (sorpresi?) anche dal sangiovese (12.500 ha.) e dal montepulciano (9.000).

Sertura Greco 1Riassaggio il Greco di Tufo di Sertura in una piccola osteria del centro di Avellino. E’ quello dell’ultima vendemmia in commercio, la 2018, ed è ancora molto giovane. Tra qualche mese sarà ancora più buono e lo sarà ancora di più se lo lasceremo un po’ in cantina (l’acidità per durare a lungo non gli manca), ma è già molto godibile. Fresco e agrumato, frutta bianca (pera e pesca bianca) al naso, sul palato una mineralità sottile e leggere note iodate ne accentuano la bevibilità (91/100).   Le vendemmie, in questi ultimi anni, sono state difficili un po’ dappertutto a causa del cambiamento climatico, che ha profondamente alterato le stagioni.

Rocca del principeViene da Lapio, uno dei territori più vocati dell’Irpinia per la produzione dei grandi vini di Fiano, e a produrlo è una famiglia di viticultori, gli Zarrella, che vi coltiva la vite da almeno trent’anni, anche se la loro piccola azienda , Rocca del Principe, ha visto la luce solo nel 2004. Prima le uve erano vendute ad altri produttori, e i ricavi erano molto magri. Fino, appunto, al momento della decisione di fare da sé. Ora non si nuota nell’oro, ma quei sei ettari e mezzo di vigna si trasformano in quasi 30.000 pregiate bottiglie all’anno, richiestissime dal mercato, e si può guardare con più fiducia al futuro e con meno timore alle stagioni avverse.

Dolceacqua 1Era molto tempo che non avevo occasione di bere un Rossese di Dolceacqua: vino legato ai miei ricordi dell’adolescenza (ho vissuto per alcuni anni a Imperia e sulla nostra tavola quel vino non era certo sconosciuto), ma poi ritrovarlo non è mai stato facile. Il rossese è una varietà di uva a bacca rossa che si trova praticamente solo in Liguria, anzi nella Liguria occidentale, e in particolare nella provincia di Imperia. E in Francia, in Provenza. La frontiera non è lontana, e anche se oltralpe si chiama tibouren, è sempre lui.

vertigo livio felluga 2018Vertigo è un rosso piacevole e immediato, prodotto da un blend di merlot e cabernet sauvignon dalla cantina Livio Felluga di Brazzano, in Friuli. Livio, grande signore del vino friulano, non c’è più, ma ora sono i figli a occuparsi di questa storica azienda. Vertigo non è l’etichetta più importante della collezione, che ha i suoi gioielli nel bianco e nel rosso Terre Alte, nell’Abbazia di Rosazzo e nell’Illivio, il vino creato dai figli per festeggiare gli 85 anni del “patriarca”.