Badia a ColtibuonoDopo un’annata un po’ balorda (quella del 2014), torna a sorridere il Chianti classico. Quella del 2015, infatti, se non è stata “l’annata perfetta”, come qualcuno l’ha definita, è certamente stata un’annata molto felice per i vini di questa zona. Lo dimostra appieno questo Chianti classico di Gaiole in Chianti, prodotto sulle colline di Monti in Chianti, dall’azienda Badia a Coltibuono, una delle cantine più conosciute e stimate “da sempre” di questo comune, con Radda, Castellina e Greve , compreso per intero nel territorio della DOCG.

arici 1aWhere eagles dare (Dove osano le aquile) era il titolo di un classico film inglese del 1968, tratto da un romanzo di Alistair Mc Lean, ambientato durante la seconda guerra mondiale, nel quale Richard Burton e Clint Eastwood tentano una pericolosa missione nel Castello delle Aquile ( lo Schloss Adler) per liberare un generale americano. Mi è venuto in mente quando, giunti alla Cantina Colline della Stella, a Gussago, abbiamo visto alcune allegre galline da uova che razzolavano tra le vigne inerpicate sulla collina, a quel punto molto irta.  (Nella foto: uno scorcio delle vigne antistanti la cantina).

OscanoSi chiama Oscano, ed è un Colli del Trasimeno rosso, una delle 13 DOC umbre (più le due DOCG Montefalco Sagrantino e Torgiano rosso riserva): un’area comprendente una diecina di comuni, situati lungo il confine con la Toscana , nelle vicinanze del Lago Trasimeno. Un rosso carnoso, con una buona intensità, senza cedimenti rustici, una bella bevibilità, molto versatile a tavola, dove si accompagna bene a primi piatti con sughi saporiti, ma anche salumi e i profumati pecorini della regione.

Vivera MartinellaE’stata davvero una bella scoperta questo Martinella 2012 della Cantina Vivera di Linguaglossa: un Etna rosso di bella intensità e finezza. Amarene, humus, frutti di bosco al naso, è pieno e succoso, con tannini setosi al palato e la sapidità minerale del terreno vulcanico, quasi ad avvalorare l’impossibile ma ricorrente affinità dichiarata tra il Nerello mascalese e il Pinot noir borgognone.

Camillo oIn un tempo nel quale i consumi diminuiscono ogni giorno e diventa sempre più raro , specie a pranzo, vedere un tavolo di ristorante sul quale ci sia ancora una bottiglia di vino, il nome di questo vino (perché di questo si tratta) può sembrare quasi nostalgico,richiamando  altri tempi, in cui nelle famiglie si portava ancora in tavola la caraffa del vino e non ancora variopinte bottigliette di birra, aranciata o coca cola come adesso.