DDR1E’ un Lambrusco di Modena, ma fai fatica a crederlo: non ha nulla a che vedere, infatti, con quei bottiglioni anonimi da due litri fermentati in autoclave, che si vedono sugli scaffali dei supermercati o delle salumerie di provincia.

Questo, prodotto da Christian Bellei, è vinificato come uno Champagne, con la classica fermentazione in bottiglia nota come metodo classico o champenois.

Verdicchio classico superiore Ghiffa Colognola 2016

GhiffaSi chiama curiosamente Ghiffa, ed è un Verdicchio classico superiore dei Castelli di Jesi. Non so se l’origine del nome sia davvero quella, ma  nella lingua longobarda, ghiffa indicava la marcatura di un terreno confiscato in nome del diritto ecclesiastico. Non ci sarebbe troppo di che sorprendersene: in quelle terre la Chiesa contava mica poco.

Botromagno-Poggio-al-Bosco-1Ci troviamo, come tutti gli anni, al Vinitaly. Come di abitudine, il nostro amico trentino, ineguagliabile conoscitore di quel terroir, ci accompagna ad assaggiare i vini più interessanti del Trentino e dell’Alto Adige, e lui, innamorato della Puglia, ci chiede di accompagnarlo a nostra volta nello stand di quella regione.

Da anni frequentatore del Salento, nel quale trascorre le vacanze, e quindi perfettamente informato sui migliori rossi di quel territorio, non manca mai di stupirsi di fronte a uno dei rari vini bianchi di cui la Puglia possa davvero inorgoglirsi.

Carema ris.2011Il colore è aranciato, piuttosto scarico, come lo è solitamente il Nebbiolo, quasi a suggerire una evoluzione avanzata, subito smentita dal naso che dà fiori macerati, note finemente speziate, di cannella . Sul palato entra molto armonico, con una trama tannica notevolmente fine, quasi delicato, di ottima persistenza. Un bel vino che vale interamente i circa 15 euro del suo costo in enoteca. Non stupisce che esso venga velocemente esaurito.

Pardi1Un po’ oscurato dal suo fratello maggiore, il Sagrantino, il Rosso di Montefalco è un ottimo vino, certo più semplice e meno impegnativo, ma, quando è ben fatto, come lo è quello dei Fratelli Pardi, assai gradevole, adattissimo alle fredde serate invernali, per accompagnare zuppe sostanziose, piatti di carne, saporiti formaggi a pasta dura. La spina dorsale di questa DOC è il Sangiovese, una varietà che qui non ha forse la stessa nobiltà di quello toscano, ma è da sempre presente in questo territorio, integrato da percentuali di Sagrantino e Merlot o altre varietà ammesse dal disciplinare nella misura massima del 30%.