kratos-luigi-maffini Sulla magnifica terrazza sul mare de “Il cefalo”, ristorante-residence di Ogliastro Marina, mentre si succedono sul tavolo piatti della grande tradizione cilentana , dalle alici crude in ciampinotto, con insalatina al profumo d’arancia, alla zuppa di fagioli borlotti con gli sconcigli e una zuppa di pesce, nella quale campeggiano lo scorfano e la lanterna, il Kratos della nuova vendemmia di Maffini è una vera delizia.

fiano-di-avellino-tenuta-sarno-1860-docgSe l’Irpinia fosse la Borgogna, sarebbe la Côte de Beaune, terra di indimenticabili bianchi, piuttosto che la Côte de Nuits, terra di rossi non meno straordinari. Sì, perché è indubbio che, sebbene il Taurasi abbia tutte le potenzialità per diventare uno dei più grandi vini rossi italiani (come mostrano alcune annate eccezionali , quale quella , mitica, del 1968), sono gli eleganti Fiano irpini , forti di una continuità qualitativa che solo altri pochissimi vini italiani hanno, a marcare la differenza di questo eccezionale territorio.

frasi-big“Stretta” tra Montepulciano e Montalcino, la piccola DOC Orcia fa fatica a ritagliarsi uno spazio. Eppure, in quel territorio- la Val d’Orcia, un paesaggio bellissimo, patrimonio UNESCO dal 2004- i vini di qualità non mancano. I comuni interessati sono 13: Buonconvento, Castiglione d’Orcia, Pienza, Radicofani, San Giovanni d’Asso, San Quirico d’Orcia e Trequanda, e- solo in parte- Abbadia San Salvatore, Chianciano Terme, San Casciano dei Bagni, Sarteano, Torrita di Siena e la stessa Montalcino.

1-Val-delle-Corti-Chianti-Classico-2013Venendo da Castellina in Chianti , prima di entrare nell’abitato di Radda, in località La Croce, Val delle Corti si trova ad alcune centinaia di metri dall’incrocio per Lecchi in Chianti-San Giusto in Salcio. Qui si produce uno dei migliori Chianti classico della zona di Radda, incastonata tra Castellina e Gaiole, più a sud, e Greve a nord. Me lo fece conoscere qualche anno fa un mio amico ristoratore, poi l’ho cercato tutti gli anni.

grecvcIl Greco, che tutti chiamano, un po’ impropriamente, Greco di Tufo, è, dopo il Fiano, la seconda varietà , per importanza e per estensione, dell’Irpinia: non però della Campania, dove è invece più diffuso del Fiano. Non va confuso con il Greco detto bianco, tipico della Calabria, più raro e meno famoso, ma anch’esso di grande interesse enologico. Non si tratta certo di un’uva “facile”, sia dal punto di vista strettamente viticolturale, sia per quanto riguarda la sua vinificazione.