Mi ritrovo in una delle ampie sale dell’Hotel Rondò di Bari, dove si è riunita l’Associazione “Parlano i vignaioli”, fondata il marzo scorso da un gruppo di appassionati vignerons di varie regioni d’Italia. Dopo il raduno tenutosi nella stessa sede l’anno scorso, i produttori affiliati sono di nuovo qui per proporre agli appassionati un’ampia selezione dei loro vini.

 

Patron dell’evento è Massimo Lanini, noto anche come “fiorentino in Bari”, bravo e appassionato ristoratore de “Le Giare” (nello stesso sito dell’Hotel), locale già recensito su questo blog.

Lucera 1Nel Nord della Puglia c’è una piccola DOC dal nome apparentemente incomprensibile (Cacc’e Mmitte) ancora molto poco conosciuta, ma che vale la pena di scoprire. Ebbene, almeno per ora, è una delle poche che sembrano funzionare bene nello stanco universo delle DOC pugliesi, ormai troppo numerose per catturare davvero una realtà in continua evoluzione . “Bene” nel senso che , senza incorrere in una eccessiva uniformità, esprime perfettamente le caratteristiche e direi “l’anima” di un territorio, come quello dauno. (Nella foto , un dettaglio del Duomo di Lucera).

PietrabiancaIn questa puntata ci occupiamo ancora di rossi, ma anche e soprattutto di vini bianchi: siamo ormai nella stagione calda e il nostro organismo “chiama” vini più freschi, meno alcolici, che possano essere bevuti a temperature di servizio più basse. Parleremo degli assaggi di una cinquantina di vini, come sempre, molto diversi: tutti molto buoni e taluni davvero eccellenti, di fasce di prezzo molto varie: ovviamente più numerosi quelli della fascia compresa tra gli 8 e i 15 euro, ma in qualche caso anche più costosi.(Nella foto accanto: il Pietrabianca, Casteldelmonte bianco della Tormaresca)

vino-barolo-bussiaIn questa puntata di Piccoli assaggi parleremo di alcuni vini rossi di tre regioni diverse, Piemonte, Toscana e Trentino-Alto Adige: le prime due notoriamente tra le più vocate per questa tipologia di vini, l’altra, notoriamente conosciuta come bianchista, ma capace di dare anche vini rossi di grande espressività e bevibilità. Nella prossima puntata ci occuperemo dei vini di altre regioni.

Cominciamo con tre magnifici rossi piemontesi: naturalmente un Barolo e un Barbaresco della fantastica annata 2010, ma anche un Dogliani di grande spessore di un vero specialista del Dolcetto.

 

LargillerPer i bianchi partiamo anche questa volta dal Trentino (e dall’Alto Adige), territori “bianchisti” per eccellenza . Qui sono infatti le varietà a bacca bianca a farla da padrone, ma anche i rossi sono di tutto rispetto, soprattutto quelli provenienti dalla varietà Teroldego della piana Rotaliana e dall’ uva Lagrein, nella zona di Bolzano, per non parlare, naturalmente, dei tradizionali tagli bordolesi,tra i quali non mancano quelli di ottimo livello.