La Revue du Vin de France, no.629 , Mars 2019, € 6.95  in Francia, € 7.60  in Italia

RVF 629In copertina, una bottiglia di Saint-Émilion grand cru, lo Château de Villemaurine, affianca un più modesto Vin de France, l’appellation generica che sembra oggi affascinare (per motivi diversi) molti produttori,anche di grande prestigio,  di un po’ tutta la Francia:  nel caso specifico, un semplice Melon di Vézelay del Domaine de La Cadette. Come dire l’aristocrazia delle grandi AOC  che si confronta con l’anonimato di quelli che un tempo erano chiamati semplicemente Vins de Table. E di fatti quello del nuovo fenomeno dei Vins de France è uno dei temi principali  di questo numero.

Decanter, vol 44, n.  6, March 2019, £ 5.50

Decanter March 2019E’ un numero speciale interamente focalizzato sulla Spagna, con i panel tasting  dedicati  ai  Rioja 2010 e ai  vini  a base di mencia, l’“Expert Choice” dei vini rosati spagnoli Premium, servizi  sulla scoperta dei produttori emergentida tenere sott’occhio, i migliori Tempranillo, i vini di Terra Alta, e i bianchi di Rueda, la rivoluzione enologica di Jerez, itinerari enoturistici  nella Rioja e a Sevilla, l’intervista a Raúl Pérez, winemaker  molto popolare (e barbuto) di Bierzo, e il profilo di Remírez de Ganuza, azienda “groundbraking” della Rioja, per finire con la Wine Legend, anch’essa spagnola, un Viña Tondonia Blanco 1964 di López de Heredia.

Wine Spectator, vol. 43, no.15, March 31, 2019, $6.99

Wine Spectator March 2019Bordeaux 2016, le nuove star dell’Oregon e la “reinvenzione”, dopo cinque generazioni, della BodegasTorres sono i temi principali di questo numero di marzo, e di fatti sono anche i titoli di copertina. L’ultimo titolo, di minor interesse per il lettore europeo che non debba recarsi in California, é per i ristoranti di Los Angeles.  Poi, naturalmente, ci sono  la Buying Guide, con le sue vetrine dei vini di maggior spicco e i lunghi elenchi di vini degustati (con i relativi punteggi) , distribuiti tra i vari paesi del mondo, e le numerose rubriche di sempre.

Decanter, vol 44, n.  5, February 2019, £ 4.95

Decanter Feb. 2019Una cabotte tra le vigne innevate  accompagna il titolo principale della copertina: “ Borgogna 2017, i migliori sono davvero buoni. La vostra guida completa agli acquisti top”. Più in basso si leggono i titoli minori: “Trenta alternative ai Claret”, “Chardonnay australiani”, e ancora: “ Cal Cabs” (cabernet dalla California),”Châteauneuf bianchi”, “Viaggi: Vienna e Campania”. Come un antipasto al servizio sui Borgogna dell’annata 2017, é la bella foto a colori a doppia pagina del Clos des Lambrays, quasi millenario climat di Morey-Saint-Denis, ovviamente anche lui innevato.

Lorch, W. (2017), Jura Wine.London (UK): Wine Travel Media, 352 pp., € 35.00

LorchLo Jura è la regione vitivinicola più piccola della Francia: la sua superficie vitata supera di poco i 2.000 ettari, meno di un decimo di quello  della vicina Borgogna e della metà di quella del solo Chablisien.  Erano 20.000 prima che la fillossera bruciasse le vigne d’Europa. E’anche fra le meno conosciute, dal momento che, accanto a varietà diffuse internazionalmente, come lo Chardonnay e il Pinot Noir, che sono anche, rispettivamente, la prima e la seconda nella graduatoria delle uve maggiormente impiegate, ve ne sono molte altre autoctone, per lo più presenti solo in quella regione, come il  Savagnin, forse la più interessante di tutte,  il Poulsard (o Ploussard) e il Trousseau, per non parlare delle molte altre, antiche varietà (Argant, Enfariné,   Pebursin e tantissime altre) che possono essere introdotte come complementari.