Decanter, vol 45, n. 5, February 2020, £ 5.50

Decanter Feb. 2020“Passione per il Pinot” è il titolo grande della copertina di questo numero. I sottotitoli: Borgogna 2018 e stars del Nuovo Mondo. Poi: Speciale viaggi del vino (top wineries di Bordeaux; dove stare nella Napa Valley, i migliori festival del vino del mondo). Non c’è che dire, una iniezione di globalismo in un momento nel quale il mondo si ferma e le frontiere si chiudono. Infine i titoli minori: Vini con ridotto (o senza) volume di alcol, Rodano Settentrionale 2010, Prosecco. Si comincia, come sempre, con le news, le lettere dei lettori, i commenti dei columnists (Jefford: grandi Roussillon, Anson: visitare le cantine é conoscere le persone, Bennie: la reinterpretazione del mondo del vino nella nuova generazione), le foto dei Decanter Encounter di Londra e Shanghai.

Terre de Vins, no. 63, Janvier-Février 2020, € 6.00 in Francia, € 7.10 in Italia

TdV 63In copertina: Languedoc innanzitutto. Poi intervista a Patrick Bruel , Dossier Formazione, Crus bourgeois . Questi i titoli. Più il cahier spécial dedicato alle cooperative. Cominciamo con il Dossier di Laura Bernaulte dedicato alla formazione alle professioni del vino. Ci sono molte novità, rispetto a quello precedente: corsi a Kedge Wine (masters costosetti, tra 7.900 e 26.900 euro), nuova licence Pro all’Istituto universitario della vigna e del vino di Dijon, la scuola Magnum Institute (Paris, Bordeaux, Lyon), nuovi corsi all’Institut Georges Chappaz Université de Reims, lusso e vino all’ESG di Bordeaux, nuove formazioni brevi all’ISVVV.

OIP“Mi faccia ancora ammirare un attimo la sua Biblioteca ,Mr. Pepys. E’ davvero magnifica…Tutti questi splendidi volumi che ci stanno attorno… “

“Sì, sono un grande appassionato di libri. MI piace leggere e mi piace anche collezionarli, anche se non mi ritengo un semplice raccoglitore di libri pregiati. Ho sempre tenuto a mantenere una certa unità, una armonia della mia biblioteca: insomma la mia visione della Biblioteca.

Diari di Pepys“Perché l’epidemia del 1665 fu denominata la Grande Epidemia? Non lo era stata abbastanza quella del 1348, che uccise milioni di persone in tutta Europa?”

“E’ vero. In assoluto non fu devastante come l’epidemia di peste di tre secoli prima, ma non fu niente male anche lei.Non ci sono calcoli precisi del numero totale delle vittime, perché le morti dei poveri non furono registrate, ma sembra che i morti siano stati quasi 100.000 , e che nel periodo di maggiore virulenza ce ne fossero almeno 7000 a settimana, mille al giorno.Fu l’ultima grande epidemia che avvenne in Inghilterra, e, considerato questo contesto più locale, meritò ampiamente il suo nome.”

Bellelli copertina 1In questi giorni di “arresti domiciliari” per l’emergenza Coronavirus c’è poco altro da fare che leggere. Perciò Worldwineweb ha deciso di regalare ai suoi lettori una delle “nuove interviste impossibili” da me fatte nella veste di cronoviaggiatore immaginario del XXI secolo: quella a Samuel Pepys, il più famoso diarista britannico, testimone della Great Plague, l’epidemia di peste del 1655 a Londra e del grande incendio che devastò la città l’anno dopo.Un personaggio dai molti talenti, tra i primi a parlare dei vini di Haut-Brion. Nel racconto i lettori avranno modo di partecipare con la fantasia anche ad una cena al Pontack’s Head, il famoso ristorante londinese aperto dalla famiglia Pontac, proprietaria dello Château Haut-Brion per far conoscere il suo “new claret”. Compagni di tavola di eccezione di Pepys: Christopher Wren, scienziato e architetto , incaricato di ricostruire la Cattedrale di St. Paul dopo il Great Fire del 1666, e Isaac Newton.

L’intervista completa con i suoi annessi si trova nel volume “Interviste (ancora più) impossibili davanti a un bicchiere di vino”, Bari, Adda Editore (2015), e segue quello delle “Interviste impossibili davanti a un bicchiere di vino pubblicato dallo stesso editore (2013), che ringrazio.