DijonNormalmente, quando vado in Borgogna, preferisco sistemarmi a Beaune, piuttosto che a Dijon. Dijon è una bellissima città, ma è più grande e dispersiva, ed è meno facile entrarvi e uscirne, specie nelle giornate di traffico. Inoltre non offre opportunità per gli appassionati di vino paragonabili a quelle di Beaune. Come si dice spesso, “Digione è la capitale della Borgogna, ma Beaune è la capitale del Borgogna” (ci sarà pur stata una ragione per cui, a quanto sembra, i duchi preferivano risiedere a Beaune piuttosto che a Digione).

BuissonSe Bordeaux piange, quanto a prezzi dei vini al ristorante, la Borgogna certamente non ride. I volumi ridotti delle ultime vendemmie (fatta eccezione per il magico 2015), la frammentazione delle vigne e la sensibile crescita della domanda internazionale, anche a seguito del riconoscimento dei climats  come patrimonio dell’umanità da parte dell’UNESCO, hanno ulteriormente aggravato il problema.

Porte CalhauIgnorando il consiglio di un mio amico sommelier (“A Bordeaux io bevo birra, perché il vino è carissimo”), nei pochi giorni della mia “spedizione” di ottobre, ho bevuto sempre e solo vino. Sì, è vero: al ristorante il vino si paga, ma anche in Italia i ricarichi sono spesso elevatissimi. Ma basta rinunciare ai crus classés di rango più elevato, e qualche buon vino a prezzi accettabili si trova. Naturalmente credo che non sia necessario precisare: tenersi lontani dai ristoranti stellati (come Le Pressoir d’Argent o Le Chapon Fin) e di lusso (tipo Le Bordeaux-Ramsay)(Nella foto accanto: la bella Porte Calhau, nel Centre Ville di Bordeaux).

CapitaAnche il Domaine Trapet , come già altri Domaines borgognoni, come il Domaine Olivier Leflaive a Puligny-Montrachet, e il Domaine Laroche a Chablis, ha aperto un proprio ristorante-bistrot , con annesse camere per gli ospiti, a Gevrey-Chambertin, nel quale poter assaggiare i vini delle sue due proprietà vitivinicole, in Côte d’Or e in Alsazia.

Particolare Saletta La BulSiamo ritornati a La Bul, tra i nostri ristoranti preferiti di Bari, una città diventata difficile per la ristorazione di qualità. “La Bul” sembra che stia per “borsa dell’acqua calda” e vuole probabilmente comunicare l’idea di una accoglienza confortevole. Il locale si trova a pochi passi da Piazza Garibaldi e dal Castello Svevo, nella stretta via Villari.